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TASTE, A FIRENZE TUTTO LO STILE DEL FOOD

Nel tempio della moda e della danza, quale è Fortezza da Basso a pochi passi dal centro storico fiorentino, si è svolta con straordinario successo di pubblico l’edizione n.19 di Taste, nel segno del “True Food” ad evidenziare l’autenticità delle materie prime e dei prodotti in esposizione.

Testo e foto Alberto De Rogatis

AGROALIMENTARE ED ENOGASTRONOMIA PROTAGONISTE, CON 810 AZIENDE

Firenze, culla del Rinascimento e museo a cielo aperto per antonomasia, anche quest’anno, per tre giorni, ha ospitato l’evento internazionale Taste, focalizzato principalmente sulla qualità e sulle novità del cibo. L’edizione, appena conclusasi, ha confermato l’alto standard espositivo in tutti i padiglioni fieristici, incluse le 120 aziende presenti per la prima volta a Taste, a ribadire quanta sia accurata la selezione delle partecipanti da parte dell’organizzazione. Le notevoli opportunità di business sono state sottolineate anche dalla presenza di oltre 8.500 buyer, di cui 900 esteri provenienti da tutto il mondo; una vetrina di grande appeal, dunque, dove ancora una volta le eccellenze italiane hanno dominato la scena.

Taste non delude mai ed è sempre un piacere passare per i corridoi della Fortezza da Basso. Quantità e qualità dei produttori, così come i commenti e l’affluenza dei compratori, sono la fotografia di una manifestazione capace di evolversi senza perdere la propria identità. Credo sia ormai opinione comune che Taste abbia superato la definizione di fiera commerciale, un’etichetta che va troppo stretta a una manifestazione sempre più sfaccettata ed originale” questo il commento di Agostino Poletto, direttore strategie corporate di Pitti Immagine.

IN MOSTRA QUALITA’, NOVITA’, CREATIVITA’.

Da visitatore molto curioso scrivo convinto che “è stato meraviglioso immergersi e perdersi nel Taste, ricco di gusto, di bellezza e proposte accattivanti” sottolineando che gli interminabili percorsi nel Padiglione Centrale, a due piani, e in quello denominato Cavaniglia mi hanno particolarmente rapito ed emozionato.

Capocollo di fichi bianchi del Cilento dop

Tante le tipicità e le novità proposte da ogni angolo d’Italia e da qualificati espositori europei. Iniziamo dal padiglione Centrale, il più grande, dove penso non sia sfuggito a nessuno l’inedito capocollo di fichi presentato dall’azienda campana Funicchito che, con metodi tradizionali, coltiva il fico bianco, prodotto simbolo del Cilento. Dall’aspetto e gusto unico, e molto invitante, il capocollo ha come ingredienti noci, cannella, succo di limone ed ovviamente fico bianco del Cilento dop.

Ancora in Campania, precisamente da Palomonte ai confini con la Basilicata, la ricca esposizione di Casa Iuorio azienda agricola, realtà affermata a conduzione familiare, che rispetta e custodisce da sempre la natura in ogni suo barattolo, dai sughi pronti ai sottoli tradizionali, dalle maionesi di ortaggi alle confetture.

Dall’Emilia, invece, una bevanda che sa tanto di sangrìa ma che è totalmente italiana: è la Sambrì dell’azienda Dispensa Rubini, da uve delle colline modenesi e con pezzi di frutta coltivata sempre in Emilia, pere william, nettare di fragole, mela grenny, pesche nettarine, amarene, succo d’arancia, davvero è un’esplosione di freschezza e natura.

Salendo in cima allo Stivale, si approda al Piemonte, la regione dei formaggi, rappresentata al Taste da numerose aziende; fra esse la Castagna della provincia di Verbania che sicuramente è tra le più note per qualità e varietà della produzione. Il titolare Giuseppe Castagna, già insignito del prestigioso titolo di “Maitre Formager d’Europe”, ha deliziato il pubblico servendo dei piacevolissimi e inattesi gelati al Gorgonzola dop Strach’in, un’eccellenza firmata dalla sua azienda, dal gusto dolce e gustoso.

Giuseppe Castagna dell’omonima azienda piemontese

L’elenco delle bontà incontrate al Taste è quasi infinito, e bisognerebbe dedicargli un libro. A noi, pertanto, piace concludere approdando in Sicilia, nell’altro padiglione, il Cavaniglia, quello della pasticceria e dei dolci. E’ qui che siamo rimasti affascinati dalla storia dei giovanissimi fratelli Mario e Claudia Trapani che, a dispetto del loro cognome, hanno l’azienda di famiglia ubicata a Giarratana, comune di 3.000 anime nell’interno del ragusano. Con fierezza e determinazione, e rinunciando ad altre opportunità, gestiscono un torronificio artigianale di quinta generazione, sorto intorno al 1850 per volontà del fondatore Giuseppe Trapani, e custodiscono gelosamente una ricetta segreta del loro nonno per un torrone bianco morbido di inarrivabile prelibatezza. Vendono in vari Paesi europei, e tutte le leccornie prodotte sono a base di ingredienti esclusivamente locali, come le mandorle qualità “Pizzuta”, il miele degli Iblei, i pistacchi dell’agrigentino.


Alberto DE ROGATIS

Giornalista dal 2009, appassionato di turismo, enogastronomia ed arte. Esperto in marketing e comunicazione, inizia negli anni ’90 come copywriter in agenzie di pubblicità.
Ha al suo attivo campagne in Italia ed Estremo Oriente; è cofondatore del Premio Spot School Award per giovani creativi.

 

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