Testo e foto CG
Questo periodo dell’anno l’Irpinia – la verde Irpinia-assume una diversa colorazione. Tra la fine di giugno e la metà di luglio, il verde dei vigneti si intreccia con il viola intenso della lavanda, dando vita a uno dei paesaggi più suggestivi dell’entroterra campano.
È in questo breve arco temporale che prende forma una delle esperienze più interessanti del turismo rurale contemporaneo: un percorso capace di unire enoturismo, botanica, gastronomia e benessere, che regala al visitatore il valore della lentezza e del contatto autentico con il territorio.

In una terra che vanta vini eccellenti e ben tre DOCG (Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi), si inserisce l’Atelier della Lavanda evento ideato e organizzato da Tenuta Cavalier Pepe, a Sant’Angelo all’Esca (AV), dove la visione imprenditoriale di Milena Pepe continua ad ampliare il concetto di accoglienza enoturistica, attraverso un modello virtuoso di integrazione tra viticoltura, agricoltura officinale e valorizzazione del paesaggio, trasformando la cantina in un luogo di esperienze multisensoriali.
Quest’anno l’iniziativa, che gode del supporto e collaborazione con l’azienda agricola Lavanda d’Irpinia, è partita questo fine settimana. Malgrado il caldo afoso, turisti internazionali, curiosi ed appassionati, sono stati accolti in tenuta per una colazione con succhi di frutta, caffè e torte home made, tra cui la tradizionale torta sbrisolona, tipica di queste terre.

Dopo una breve passeggiata tra i lunghi filari di vigneti e oliveti, si sono raggiunti i campi di lavanda, dove la guida tecnica sig.ra Lina, titolare dell’azienda Lavanda d’Irpinia, ha spiegato le caratteristiche botaniche della pianta, delle tecniche di coltivazione sostenibile, della raccolta manuale e dei processi di essiccazione e distillazione.
All’ombra degli ulivi, sacchetti e boccettine da riempire con fiori di lavanda essiccata, per sperimentare le proprietà benefiche e calmanti della lavanda o anche il suo impiego in cucina, attraverso la realizzazione di sale da cucina aromatizzato.

Un breve percorso tra filari, allevati con la Starseta (localmente straseto), antico e spettacolare sistema di allevamento della vite tipico dell’Irpinia, in particolare di questa zona di Taurasi, conduce all’aperitivo panoramico organizzato sulle balle di paglia con l’originale spumante aromatizzato alla lavanda prodotto dalla Tenuta e prodotti tipici locali, come la bruschezza con il caciocavallo impiccato.

Per chi desidera prolungare il percorso, il ristorante panoramico La Veduta propone un menu dedicato agli abbinamenti gastronomici della lavanda, dimostrando come questa pianta possa dialogare con eleganza anche con la cucina contemporanea.
Il successo di iniziative come questa riflette un’evoluzione ormai evidente dell’enoturismo italiano. Il vino non è più soltanto degustazione, ma diventa il punto di partenza per raccontare biodiversità, paesaggio, tradizioni agricole e cultura materiale. Il visitatore cerca esperienze partecipative, desidera raccogliere, osservare, comprendere e portare con sé una conoscenza che va oltre il semplice acquisto di una bottiglia.
La lavanda, del resto, è una delle piante aromatiche più affascinanti del bacino mediterraneo. Appartenente al genere Lavandula, comprende circa 39 specie riconosciute, alle quali si aggiungono numerosi ibridi e cultivar sviluppati per usi agricoli, ornamentali e officinali. Le varietà maggiormente coltivate sono Lavandula angustifolia, apprezzata per il profilo aromatico più delicato e l’elevata qualità dell’olio essenziale; Lavandula latifolia, caratterizzata da una maggiore concentrazione di canfora e da un profumo più intenso; e il celebre lavandino (Lavandula × intermedia), ibrido naturale molto produttivo, largamente impiegato nella cosmetica e nella profumeria.
Le proprietà della lavanda sono note fin dall’antichità. L’olio essenziale, ricco di linalolo e acetato di linalile, è tradizionalmente utilizzato per le sue qualità rilassanti, lenitive e balsamiche. Trova applicazione in aromaterapia, cosmetica, fitoterapia e profumeria, mentre in cucina viene impiegato con crescente interesse per aromatizzare oli, mieli, dessert, creme, infusi e persino preparazioni salate, purché dosato con equilibrio.
L’Irpinia offre condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione della lavanda: altitudine, buona escursione termica, ventilazione costante e terreni ben drenati consentono una produzione di elevata qualità, inserendosi armoniosamente nel paesaggio viticolo senza alterarne l’identità. È proprio questa integrazione tra colture differenti a rafforzare il valore dell’offerta turistica, creando nuove occasioni di sviluppo economico per le aziende agricole e nuove motivazioni di viaggio per un pubblico sempre più attento all’autenticità.
L’esperienza continua con i prossimi appuntamenti in programma il 4 e 5 luglio e ancora l’11 e 12 luglio.
A meno di un’ora da Napoli, l’Atelier della Lavanda dimostra come il turismo esperienziale possa diventare uno strumento efficace di promozione territoriale. Non un semplice evento stagionale, ma un racconto che attraversa il vino, i profumi, il paesaggio e la cultura agricola dell’Irpinia, confermando come il futuro dell’enoturismo passi sempre più dalla capacità di trasformare una visita in un’esperienza destinata a rimanere nella memoria.






















