testo e foto di Carmen Guerriero
Perge: un viaggio nell’antico splendore
Di tantissimi siti archeologici visitati fino ad oggi, l’antica Perge ,Πέργη, è di sicuro quello che, come pochi, mi ha davvero emozionata.
Situata nella regione della Panfilia, che significa “terra di tutte le tribù, corrispondente all’attuale provincia di Antalya sulla costa mediterranea sud-occidentale della Turchia, Perge, insieme ad Aspendos e Side, fu una delle grandi città antiche che si distinsero, tant’è che, ancora oggi, riesce a riflettere le vestigia di un passato di grande importanza e bellezza.

Questa storica città ellenistica, tra i fiumi Catarrhactes e Cestrus (oggi Aksu Çayı), è avvolta da leggende e storie che affondano le radici nel tempo. Secondo antichi trattati, questi corsi d’acqua definivano i confini di territori influenti sotto il dominio di re potentissimi come l’ittita Tudhaliya IV. Durante il suo regno, la necessità di gestire una forte siccità portò alla costruzione di ben 13 dighe, una delle quali è ancora visibile oggi ad Alacahöyük, dove furono rinvenute maestose tombe reali, ornate da tesori d’oro e simboli di un’epoca perduta.
Il fascino di Perge non è solo nella ricchezza dei suoi reperti archeologici, ma anche nella potenza evocativa.
I lavori di scavo, ancora in corso, continuano a rivelare segreti e meraviglie, rimandando al visitatore l’eco di antichi trionfi e splendori. Perge ha attraversato varie dominazioni: dagli ateniesi ai persiani, fino all’arrivo di Alessandro Magno, il cui esercito ne occupò le terre. Con la caduta del potere di Alessandro, l’Impero dei Seleucidi, fondato da Seleuco I Nicatore, si affermò nella regione, espandendo i suoi confini fino a includere vasti territori del Medio Oriente.
L’importanza strategica di Perge non passò inosservata neanche ai Romani, che sconfissero i Seleucidi nella battaglia di Magnesia nel 190 a.C. e, attraverso la Pace di Apamea, conferirono la Licia ai Rodii. Questo territorio, ben presto liberato dall’oppressione romana, vide la nascita della Lega Licia, che, dopo alterne vicende, si inimicò Roma per la sua mancata alleanza con Marco Giunio Bruto. La devastazione di città come Xanthos, per mano degli stessi cittadini, che si suicidarono in massa, segnò un capitolo oscuro, ma infine la regione venne trattata con magnanimità dai Romani, mantenendo una certa autonomia.
Durante il regno di Costantino il Grande, nel IV secolo, Perge divenne un importante centro cristiano, assorbendo nuove culture e religioni. Essa mantenne questo prestigioso status anche nei secoli successivi, fino all’arrivo dell’Impero Seljuk nel X secolo, che segnò un’altra fase di cambiamento.
Un viaggio a Perge è un’esperienza che resta impressa.
I due torrioni all’ingresso della città, imponenti e misteriosi, accolgono i visitatori, trasmettendo una sensazione di sacralità e potenza. All’interno, si è subito colpiti dalla magnificenza della fontana rettangolare monumentale, un preludio alle terme monumentali che seguono, dove è possibile intravedere i mosaici originari dai toni azzurri, bianchi e rosa, che raccontano storie di un antico splendore.
Sull’Agorà, circondata da colonnati finemente decorati, la lunga strada porticata, lastricata di marmo candido- ancora oggi!- invita a una passeggiata attraverso la storia.

Lungo il percorso, un canale in pietra convoglia l’acqua del Ninfeo, arricchita da una vasca monumentale che un tempo era ornata da statue magnifiche, tra cui quella di Kaunos, il dio fluviale. Questo ingegnoso sistema idraulico non solo abbelliva la città, ma rappresentava anche un simbolo della vita e della prosperità degli antichi abitanti.

Antalya, un Museo di Tesori
Oggi, molte di queste opere d’arte sono custodite nel Museo di Antalya, dove la bellezza e la ricchezza della cultura di Perge possono finalmente essere ammirate in un contesto moderno. Sculture rare, tra cui l’imperatore romano Caracalla e divinità greche come la Dea della luna Selene e la Dea della fortuna Tykhe, richiamano alla mente i culti e le credenze di un’epoca lontana.
Tutte le statue originarie che abbellivano la città di Perge possono essere, oggi, ammirate nel ricchissimo Museo di Antalya. Questi reperti non sono solo oggetti di valore storico; sono custodi di storie, garantendo che la voce di Perge continui a risuonare nel tempo. I visitatori del museo possono così viaggiare indietro nel tempo, facendosi trasportare dagli sguardi impassibili delle statue che, attraverso i secoli, osservano il mondo che cambia.

Visitare l’antica Perge significa abbracciare un’esperienza emotiva intensa. Ogni angolo, ogni pietra, ogni flusso d’acqua racconta una storia, permettendoci di respirare il mistico profumo degli antichi splendori e delle fulgide vittorie. E mentre ci allontaniamo da questo luogo incantato, portiamo con noi non solo ricordi, ma anche un richiamo potente a esplorare ancora, a cercare e a scoprire altre meraviglie del passato di questo meraviglioso Paese.
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