di CG
Aprile e maggio 2025 si preannunciano mesi ricchi di gusto e tradizione grazie all’iniziativa della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, insieme a Centro Italia, azienda speciale della Camera di Commercio Rieti Viterbo. Quattro appuntamenti online dedicheranno spazio alla gastronomia della Tuscia, un territorio che custodisce una storia culinaria affascinante e variegata. Questa serie di eventi non è solo un’opportunità per imparare a cucinare piatti tipici, ma anche una vera e propria celebrazione della cultura alimentare locale, capace di collegare generazioni attraverso il cibo.
LA “TUSCIA con FELICE ARLETTI” è il titolo del primo appuntamento della nuova edizione degli show cooking realizzati dalla Camera di Commercio di Rieti Viterbo e dalla Azienda speciale Centro Italia nell’ambito del progetto “Turismo e cultura“ in cui è stato riproposto un classico della tradizione: i “ceciliani canepinesi al sugo bianco“.
Questo piatto, simbolo dell’identità gastronomica di Canepina, ridente borgo della provincia di Viterbo nel Lazio, arroccato sulle pendici meridionali del Monte Cimino, in un territorio coperto di castagni maestosi, noccioli e olivi, racconta di un sapere antico.

Mani sapienti che per secoli hanno impastato semplice farina e acqua – senza uovo!- utilizzando il tradizionale ferretto da calza, per realizzare pazientemente, uno ad uno, il “ceciliano”, definito dalla sua forma unica a mò di boccolo, in grado di trattenere il condimento. Ma … mica è facile! Non avendo il ferretto da calza, ho utilizzato….. un bastoncino per il sushi 😉 ! Qualcuno è venuto, altri no, qualche ricciolo si è disteso a contatto con l’acqua bollente.

In questa proposta, il sugo bianco a base di salsiccia esalta la freschezza degli ingredienti locali, facendo risaltare i sapori genuini della Tuscia, una terra privilegiata per la sua tradizione agricola e il suo patrimonio di prodotti d’eccellenza, come l’Olio extravergine d’oliva DOP Canino. Ottenuto dalle varietà di olivo Canino, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio, da sole o congiuntamente, com un’acidità massima dello 0,50%. La cultivar Canino, nota già ai tempi degli Etruschi, si caratterizza per il colore verde smeraldo dai riflessi dorati, un bel naso fruttato, sapore deciso e un retrogusto di cardo selvatico e carciofo.
Tuttavia, per chi, come me, non mangia carne, l’interpretazione di questo piatto può assumere forme sorprendenti, senza compromettere il legame con le origini. Optare per una versione con alici e nocciole tostate, la tonda gentile romana bio dell’azienda Nativa Bio di Corchiano (VT) è stata una scelta non solo rispettosa delle mie abitudini alimentari, ma anche un omaggio alla mia tradizione napoletana, specie natalizia. In questa reinterpretazione ho scelto di utilizzare semi di finocchietto selvatico, fiore di finocchio dell’azienda Cerqueto srl di Acquapendente (VT) un prodotto che parla del territorio, col suo profumo intenso e aromatico, perfetto per esaltare il gusto delle alici., ovviamente alici di Cetara! Il risultato? Un’esplosione di freschezza e sapori che ha il potere di trasportare chi assaggia in un viaggio sensoriale, in cui si intrecciano golose storie di diverse tradizioni culinarie.
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Nei giorni successivi, complice un residuo di pasta fresca, ho deciso di affinare ulteriormente la manualità (davvero complicata!) dell’uso del ferretto (rectius, la bacchetta per il sushi…;)) realizzando altri “ceciliani”.
Il risultato, questa volta, è stato migliore, anzi quasi soddisfacente (vedi foto copertina@TWM) e, così, li ho “sposati” felicemente ad un semplice ragù di verdure miste, arricchito con chiodi di garofano e bacche di ginepro. I chiodi di garofano, con il loro profumo intenso, creano un contrasto interessante con la dolcezza delle verdure e la sapidità della pasta. Le bacche di ginepro, invece, aggiungono una nota di freschezza balsamica, evocando i paesaggi montuosi della Tuscia, dove crescono questi cespugli aromatici.
Questo piatto ha dimostrato ancora una volta come i “ceciliani” siano un formato di pasta estremamente versatile: si adattano perfettamente a qualsiasi tipo di condimento, rendendo ogni preparazione unica.
L’iniziativa della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e la sua Azienda Speciale Centro Italia non si limita alla sola promozione del cibo locale, ma rappresenta anche un importante momento di riflessione sull’identità culturale della Tuscia. La cucina, infatti, non è mai solo tale; è un linguaggio, un modo per raccontare storie, esperienze e tradizioni. Attraverso la condivisione di ricette e tecniche di preparazione, abbiamo la possibilità di tramandare un patrimonio che va ben oltre il semplice atto di nutrirsi. Si crea così un ponte tra passato e presente, dove ogni piatto diventa un racconto da gustare e rivivere.
In un periodo in cui la digitalizzazione ha reso tutto più accessibile, questi eventi online offrono anche l’occasione di riunire persone da luoghi diversi, unite dalla passione per la cucina e dalla voglia di esplorare sapori autentici. La possibilità di interagire con esperti, ascoltare aneddoti legati ai piatti, scoprire gli ingredienti tipici è un modo per avvicinarsi a una cultura che merita di essere conosciuta e valorizzata.
La partecipazione a questi appuntamenti non è solo un’attività ricreativa; è un’opportunità per costruire una comunità di appassionati di cucina, per condividere idee, suggerimenti e curiosità. L’interazione, la possibilità di fare domande e ricevere risposte incoraggia un dialogo attivo che arricchisce l’esperienza di apprendimento, fondamentale per mantenere viva la tradizione culinaria.
Un aspetto significativo di queste iniziative è la loro capacità di adattarsi ai tempi moderni, pur rimanendo saldamente ancorate alle radici. L’uso di ingredienti freschi e di stagione, la valorizzazione dei produttori locali e la consapevolezza di pratiche di sostenibilità sono elementi che possiamo tutti abbracciare nel nostro quotidiano. Questi eventi ci ricordano quanto sia importante rispettare il nostro territorio e le sue tradizioni, portandole avanti in modo innovativo e responsabile.
La tradizione gastronomica della Tuscia, portata alla luce attraverso l’iniziativa della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e la sua Azienda Speciale Centro Italia è molto più di un semplice percorso culinario. È un viaggio che invita a scoprire, riflettere e condividere un patrimonio che unisce il passato al presente, il locale al globale.
Questi incontri educano e ispirano a diventare custodi di una cultura che vale la pena preservare e diffondere. Un piatto alla volta.











