Redazione
Angelo Radica, presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola, ha preso parte a un approfondimento sull’enoturismo alla 57 edizione del Vinitaly, a Verona dal 6 al 9 Aprile 2025, nel corso del quale è stata presentata sul tema una ricerca di Roberta Garibaldi, presidente di Associazione italiana Turismo Enogastronomico.
“Emerge – dice Radica – che il legame tra vino e territorio si fa sempre più stretto, nel senso che i visitatori e la popolazione ne percepiscono con chiarezza il fascino e l’importanza. Il vino è fattore di identità anche dal punto di vista territoriale. Occorre un’azione coordinata delle istituzioni e degli operatori per fare sì che questo legame venga valorizzato, possa trasformarsi in ricchezza e attrattività in modo sistematico. Servono strategie, perché il mercato, a cominciare dai visitatori stranieri, è pieno di opportunità”.
Secondo la ricerca della prof.ssa Garibaldi il consumatore si sta orientando sempre più verso il “living wine” ovvero il vino non come prodotto di consumo quotidiano, bensì come esperienza da degustare a 360 gradi all’interno di un programma enoturistico che vede la cantina come esperienza più memorabile del viaggio e il prodotto-vino come icona dell’enogastronomia italiana.
I risultati indicano che l’attenzione verso la visita alle cantine ed ai territori di produzione continua a crescere. In particolare, il numero di turisti italiani che ha visitato i luoghi del vino è passato dal 60% del 2021 al 77% del 2025.
E le cantine si confermano negli anni come le “mete” preferite tra i luoghi di produzione: il 40% dei turisti italiani dichiara di aver visitato almeno una cantina nel corso dei viaggi più recenti, contro il 32% del 2024 e il 29% del 2021. Inoltre, tra le icone enogastronomiche italiane, il vino primeggia con il 38,1% delle preferenze davanti all’olio extra vergine di oliva (24%), alla pizza (22%), alla pasta (15%) e ai formaggi (11%). E la visita alle cantine con degustazione vini è considerata dai viaggiatori italiani come l’esperienza enogastronomica più memorabile vissuta nel corso dei propri viaggi (26% delle preferenze).











