Redazione
Scienziati e giuristi internazionali riuniti dall’1 al 6 settembre per definire principi etici, regole di condotta e prospettive di una governance globale dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale corre più veloce delle regole chiamate a governarla. È da questa frizione che prende le mosse l’International School on Artificial Intelligence: Technology and Law, in programma a Erice dall’1 al 6 settembre, con scienziati, giuristi e giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi.
Organizzata dalla Ettore Majorana Foundation and Centre for Scientific Culture, la scuola intende mettere a confronto innovazione tecnologica, diritto ed etica, partendo da una questione ormai centrale: come sfruttare il potenziale dell’IA senza lasciare spazio ad abusi, frodi e utilizzi criminali.
Nel corso della settimana saranno analizzati vantaggi e rischi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, insieme alle ricadute sui comportamenti sociali, sul lavoro e sui rapporti con le istituzioni. Al centro anche la necessità di definire codici di condotta condivisi e un quadro giuridico capace di superare i confini nazionali, tenendo il passo con una tecnologia in rapida evoluzione.
La scuola, diretta da Axel Lehmann, Pavan Duggal e Pier Paolo Maria Menchetti, punta così a trasformare il confronto scientifico in una riflessione operativa sulla governance dell’IA. L’obiettivo è promuovere consapevolezza e responsabilità, individuando principi comuni in materia di regolamentazione, sicurezza e impatto sociale.
Da Erice emerge dunque una priorità che va oltre la tecnologia: costruire regole prima che sia l’innovazione a imporre i propri limiti alla società.











