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NEL SALENTO IL GUSTO DIVENTA SISTEMA

A Maglie, provincia di Lecce, il Mercatino del Gusto porta al centro del Salento il rapporto tra enogastronomia, cultura e turismo. Un modello territoriale che punta sulla collaborazione e che trova nel successo della manifestazione e nell'attrattività internazionale della Puglia nuove conferme. Anche Helen Mirren, icona del cinema britannico e internazionale, nel Salento dal 2004, ne aveva intuito il valore molto prima del boom turistico.

testo e foto Alessandro LUONGO

A Maglie (Lecce) il gusto non è mai soltanto una questione di tavola.

È identità, cultura, incontro e, soprattutto, capacità di mettere insieme persone e territori. Lo ha confermato la 27ª edizione del Mercatino del Gusto, che dall’1 al 7 agosto ha riportato nel cuore del Salento produttori, chef, artigiani, operatori dell’accoglienza e visitatori, consolidando una manifestazione che da quasi trent’anni rappresenta uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’enogastronomia pugliese.

Un successo che trova conferma anche nei numeri: per l’edizione 2025 Vodafone Analytics aveva censito oltre 400mila visitatori. Numeri importanti per una manifestazione che, fin dalla sua nascita, ha scelto di non limitarsi alla promozione delle specialità locali, ma di costruire intorno al cibo un racconto più ampio, capace di coinvolgere cultura, design, turismo, artigianato e nuove forme di comunicazione.

Il tema scelto per questa edizione è stato la collaborazione, intesa non come semplice cooperazione, ma come vera strategia di sviluppo.

Una filosofia che ha attraversato il programma, articolato tra la Piazzetta del Gelato, le Cene in villa, il Salotto letterario, il Cibo di strada, la Via dell’Olio evo e la Pasta Experience, con musica, artigianato e numerose occasioni di incontro.  «Il Mercatino non è un semplice evento: è un luogo di incontro, confronto e costruzione condivisa di significati, una forma di intelligenza collettiva», hanno sottolineato gli organizzatori Salvatore Santese, Giacomo Mojoli e Michele Bruno. Un’impostazione che punta sulle connessioni tra competenze, sensibilità ed esperienze differenti, in alternativa alla competizione permanente e alla ricerca esasperata della visibilità.

Quando il cibo incontra il design

Tra le iniziative più originali della 27ª edizione, la mostra “Il gusto della velocità. Un viaggio tra cibo, design e Formula Uno”, ospitata fino al 31 ottobre al Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia di Maglie. Curata da Cintya Concari e Roberto Marcatti, in collaborazione con il giornalista Umberto Zapelloni, l’esposizione esplora il rapporto tra cultura del cibo, progettazione e immaginario della velocità, mettendo in dialogo tradizione e innovazione, alimentazione e car design, memoria e tecnologia.

Fotografie, disegni, memorabilia e prodotti industriali raccontano un percorso che dal Novecento arriva alla contemporaneità. Tra i pezzi esposti figurano anche la tuta di Michael Schumacher e i caschi di Didier Pironi e Niki Lauda. All’inaugurazione sono arrivate inoltre le auto del Ferrari Club di Galatone.

«Cibo, design e Formula Uno sono uniti dal fatto che la preparazione è lenta, ma la performance velocissima», hanno spiegato i curatori. Una sintesi che ben rappresenta il filo conduttore dell’esposizione: la capacità italiana di trasformare ricerca, progettazione e cultura in oggetti e prodotti riconoscibili nel mondo.

Una manifestazione diventata territorio

In 27 anni il Mercatino ha contribuito anche a cambiare la percezione dell’enogastronomia pugliese, portando sotto i riflettori produzioni e territori che un tempo erano conosciuti soprattutto a livello locale. «Il Mercatino del Gusto di Maglie ha saputo ritagliarsi il ruolo di ambasciatore delle specialità enogastronomiche di Puglia», ha ricordato Mario Vadrucci, presidente della Camera di commercio di Lecce, sottolineando come la manifestazione abbia contribuito a far conoscere prodotti allora poco noti al grande pubblico.

Un ruolo riconosciuto anche da Loredana Capone, consigliera regionale, che ha evidenziato la capacità del Mercatino di costruire una rete tra istituzioni, imprese e produttori. «Anche il piccolo produttore è protagonista del sistema», ha sottolineato. Per il sindaco di Maglie Ernesto Toma, la sfida dei prossimi anni sarà invece quella di conservare l’identità del territorio aprendola a nuovi strumenti e nuove stagioni turistiche. In questa direzione si inserisce anche il progetto di una DMO, Destination Management Organization, destinata a favorire una gestione più coordinata del territorio e a contribuire alla destagionalizzazione dei flussi.

L’intelligenza artificiale entra nel Mercatino

Tra le novità dell’edizione appena conclusa anche Nina, la responsabile virtuale del customer care del Mercatino, che ha consentito di utilizzare l’intelligenza artificiale per prenotare telefonicamente cene e posti riservati. L’AI non è però rimasta soltanto uno strumento organizzativo. Dal prossimo settembre gli studenti del liceo “Da Vinci” di Maglie saranno coinvolti in lezioni dedicate alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel settore enogastronomico, grazie alla collaborazione con docenti universitari dell’ateneo leccese e con il MIT di Boston.

È un altro segnale della direzione intrapresa dal Mercatino: partire dalla tradizione per guardare al futuro, senza perdere il legame con il territorio.

La 27ª edizione si è conclusa nell’atrio del Liceo Capece con la consegna dei Premi Mercatino del Gusto, la luminaria firmata Mariano Light assegnata ogni anno a personalità che si sono distinte per una visione originale e innovativa nei campi dell’alimentazione e dell’accoglienza, dell’agricoltura e dell’enologia, dell’arte e della cultura, della comunicazione, dell’economia circolare, dell’imprenditoria, del design, del turismo consapevole e della qualità del buon vivere.

A Maglie, insomma, il cibo continua a essere il punto di partenza. Ma il vero obiettivo del Mercatino, dopo 27 edizioni, sembra essere diventato un altro: dimostrare che attorno all’enogastronomia si può costruire una comunità, un’economia e un’idea contemporanea di territorio.

(In copertina, luminarie@A.Luongo)

Alessandro LUONGO

Giornalista professionista. Originario di Taranto, vive a Milano. Collabora anche con altre Testate giornalistiche: Corriere della Sera, Ville&Casali, Libero quotidiano, Panorama, The Good Life

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