di Giovanna Moldenhauer
Noi come testata conosciamo questa cooperativa, la più giovane dell’Alto Adige, fondata nel 1961 da 24 famiglie, in cui oggi i soci sono 135 che coltivano 150 ettari di vigneti.

A proposito di Adamantis che rappresenta il loro progetto più ambizioso, Armin dichiara: «All’inizio è stato molto difficile, se con uno Chardonnay in barrique ti puoi ispirare alla Borgogna e con un Pinot Nero trarre spunto da diversi modelli consolidati, per fare una cuvée della Valle Isarco non avevamo alcun riferimento. Per questo abbiamo fatto molti esperimenti finché nel 2020 siamo riusciti a mettere a punto il blend giusto, in grado di dare il vino che immaginavamo: un bianco importante, strutturato e complesso che fosse testimonial autentico del nostro territorio».
Adamantis è una cuvée composta per il 50% da Sylvaner, il 20% da Grüner Veltliner e altrettanto da Pinot Grigio, e da un 10% di Kerner, quattro varietà emblematiche della viticoltura della valle, capaci di grande finezza e sapidità.
Prosegue «Abbiamo selezionato le parcelle migliori con una zonazione accurata. Raccogliamo le uve in cassette da 12 kg e, per l’affinamento, usiamo circa il 50% di barrique nuove e il resto di secondo e terzo passaggio e il blend finale viene affinato selezionando i fusti migliori. Vogliamo garantire una stilistica costante perché il consumatore che ordina una bottiglia importante deve sapere cosa aspettarsi».

La degustazione
Cuvée Adamantis Alto Adige Doc 2022 – Da uve raccolte esclusivamente a mano in cassette da 12 kg, in cantina dopo la pigiatura delicata, un breve tempo di contatto con le bucce, fermentazione e maturazione per 18 mesi sulle fecce nobili in barrique circa il 50% di barrique nuove, il resto di secondo e terzo passaggio. Segue l’affinamento in bottiglia, rilasciato dopo tre anni di affinamento. Esordisce con un colore giallo paglierino con riflessi lievemente dorati, un naso dai profumi di fiori bianchi, con note di frutti tra tropicali e pesca, un tocco agrumato, lo speziato del pepe bianco, poi un accenno di zafferano. Al palato è complesso, fresco, sapido, già armonico, dalla decisa persistenza, con un finale di frutta matura e spezie. È stato abbinato a una ‘Ricciola semimarinata, pomodoro all’acqua pazza e basilico’.

Cuvée Adamantis Alto Adige Doc 2021 – Ottenuto dalle stesse percentuali dei vitigni, con la stessa vinificazione, ha un colore dorato più deciso. Il naso esordisce con note di frutti tropicali e pesca maturi, con un agrume più presente, così come per la nota speziata, seguiti da note erbacee, una sensazione delicata di idrocarburo. Al palato è complesso, decisamente fresco, glicerico, sapido, persistente, con nel retrogusto una nota di frutta matura, spezie e idrocarburo. Qui invece con ‘Pescato del giorno, cetriolo marinato, gazpacho di avocado, uvetta al limoncello, finocchio all’arancia’.

Cuvée Adamantis Alto Adige Doc 2020 – La prima annata prodotta è anch’essa ottenuta dalle stesse percentuali dei vitigni, con la stessa vinificazione. Qui il colore dorato è ancora più deciso. Il naso complesso, ha sensazioni tutte più presenti, dall’agrume alle note erbacee, dai frutti tropicali alla pesca, così come per la nota speziata, per l’idrocarburo. Al palato è complesso, decisamente fresco, glicerico, sapido, persistente, con nel retrogusto note di idrocarburo e spezie. Per quest’annata lo stesso piatto indicato per la 2021.












