a cura di Redazione
Dopo l’esordio internazionale di Punta del Este, in Uruguay, nel 2024, e la seconda edizione ospitata a Yantai, in Cina, nel 2025, il terzo Global Summit sul turismo enogastronomico responsabile promosso dalla Global Wine Tourism Organization approda nel cuore dell’Alentejo portoghese, una delle regioni vinicole più affascinanti d’Europa. L’appuntamento si svolgerà nella municipalità di Beja, designata “European Wine City 2026”, simbolo di una filosofia del viaggio lenta, consapevole e profondamente legata al territorio.
L’evento, organizzato con il sostegno dell’Ente Regionale del Turismo dell’Alentejo, rappresenta oggi uno dei principali laboratori internazionali dedicati al futuro dell’enoturismo RSS: responsabile verso l’ambiente e le comunità locali, sostenibile nel tempo e soddisfacente tanto per i visitatori quanto per i residenti.
L’Alentejo, vasta regione rurale del sud del Portogallo, offre un paesaggio di vigne, uliveti secolari e pianure aperte, dove il vino non è soltanto un prodotto agricolo ma un elemento identitario. Qui l’esperienza enoturistica si intreccia con il patrimonio archeologico, monumentale e architettonico, con una gastronomia di forte radicamento territoriale e con una cultura dell’accoglienza che privilegia autenticità e relazione.
«In Alentejo il vino è storia, tradizione e identità», ha dichiarato José Santos, presidente di Turismo do Alentejo, sottolineando l’impegno della regione verso una strategia di sviluppo rispettosa del paesaggio e delle comunità locali.
Il Summit riunirà professionisti del settore provenienti da oltre dodici Paesi: studiosi, operatori turistici, istituzioni pubbliche, imprese vitivinicole e stakeholder internazionali chiamati a confrontarsi sui nuovi modelli di turismo del vino e della gastronomia.
Il programma prevede forum accademici, incontri B2B con tour operator internazionali, aree espositive e tavole rotonde dedicate ai temi più innovativi del comparto: governance dell’enoturismo sostenibile, formazione professionale, tecnologie avanzate, turismo urbano del vino, enoturismo insulare e segmento MICE legato a meeting ed eventi.
Particolare rilievo sarà dato alla presentazione di buone pratiche e casi studio internazionali, insieme alla pubblicazione della directory mondiale “Who’s Who in Global Wine & Gastronomy Tourism”, una sorta di atlante dei protagonisti dell’enoturismo contemporaneo. Durante il Forum saranno inoltre assegnati riconoscimenti a destinazioni e aziende distintesi per qualità e sostenibilità, mentre verrà annunciata la sede ospitante del Summit 2027.
Secondo José Antonio Vidal, fondatore e presidente di GWTO-OMET, i Global Summit rappresentano una delle azioni strategiche più importanti dell’organizzazione per rafforzare il posizionamento internazionale delle destinazioni emergenti e consolidare quelle già affermate nel panorama dell’enoturismo globale.
La strategia della GWTO-OMET si articola su cinque direttrici fondamentali: promozione internazionale attraverso eventi e congressi; certificazione delle destinazioni e delle strutture sostenibili; formazione specialistica; commercializzazione delle esperienze tramite piattaforme dedicate; monitoraggio economico e analisi dei flussi turistici attraverso un osservatorio globale permanente.
Più che una semplice conferenza di settore, il Summit dell’Alentejo sembra così proporsi come una riflessione culturale sul viaggio contemporaneo. In un’epoca in cui il turismo rischia spesso di consumare i luoghi invece di comprenderli, il vino diventa strumento di racconto territoriale, memoria agricola e dialogo tra comunità e visitatori.
Tra degustazioni, itinerari tra cantine e incontri internazionali, Beja si prepara dunque ad accogliere una nuova idea di turismo: meno frenetica, più colta, capace di restituire valore al tempo, al paesaggio e alle identità locali.











