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BOLZANO E VINALTUM, IL FASCINO DISCRETO DELL’ALTO ADIGE

Un viaggio tra cultura del vino, architetture da sogno e ospitalità raffinata: dalla magia del Goldestern Townhouse alle degustazioni nel suggestivo Castel Mareccio.

Testo e foto Liliana SAVIOLI

Ma quanto, ma quanto bella è Bolzano. Non l’avevo mai visitata ma l’avevo sognata per anni.

Quando ero bambina la mia amica del cuore proveniva da Bolzano e a me sembrava impossibile esistesse una città in mezzo alle montagne e l’ho sempre vista come un posto fatato. Poi per una cosa e l’altra non ero mai entrata in città. Passata nelle vicinanze innumerevoli volte, ma entrata mai. L’occasione per vivere questo luogo è stato l’invito alla manifestazione Vinaltum, da parte di Federica Schir che ne cura l’immagine, svoltasi pochi giorni fa. Una vetrina di aziende vinicole di alto livello, in un castello da favola, condita da una serie importanti di qualificatissime masterclass.

L’unica cosa poco positiva è stato il “profumo” non proprio di montagna che mi ha colpito all’arrivo in stazione. Mi aspettavo un’aria leggera e frizzante, montagnosa, e invece i sentori di wurstel e patatine fritte hanno prevalso. Ma d’altra parte siamo in città, siamo quasi al confine con l’Austria e wurstel e patatine fritte sono lo street food normale da quelle parti. Ne ho degustato anche io in pieno centro in un birrificio artigianale con un bellissimo cortile, tipico austriaco. E’ stata una pausa pranzo veloce ma di alta qualità e le birre del birrificio Batzen sono state proprio da me apprezzate.

Se andate a Bolzano non perdetevelo e non perdete neanche l’albergo Goldestern Townhouse. Nel centro pedonale un albergo che in realtà è un museo. Tra antichi cappelli sia maschili che femminili, mobili e lampadari liberty, scale tipo Escher, camere perfettamente arredate e restaurate, personale di un gentilezza disarmante vi sentirete accolti e trattati come principi e principesse. Sempre per rimanere nel bello e nel principesco ecco che la manifestazione Vinaltum ha scelto Castel Mareccio, un maniero del XIII secolo, come sede della manifestazione.

Anche lui in pieno centro e con un parcheggio comodissimo, dei panorami da urlo e un giardino alberato dove rilassarsi tra una degustazione e l’altra e tra una masterclass e l’altra.

«Questa terza edizione segna per noi un vero punto di svolta – afferma Danilo D’Ambra, ideatore del progetto –. Il trasferimento a Castel Mareccio ha cambiato la percezione dell’evento: Bolzano lo ha vissuto come proprio, e questo ha generato una partecipazione diversa, più aperta e diffusa. Potremmo quasi considerarla la prima edizione nella sua forma compiuta: una rassegna che dialoga con la città, oltre che con i professionisti del vino.»

Oltre 1.000 visitatori hanno attraversato i portali del castello, segnando un incremento importante rispetto all’edizione precedente e confermando la traiettoria di crescita di una manifestazione che, a ogni appuntamento, rafforza il proprio posizionamento tra gli eventi di riferimento per l’eccellenza vitivinicola.

Tra i dati più significativi di questa edizione spicca l’incremento degli operatori professionali nella giornata di lunedì, che ha registrato un +30% rispetto all’anno precedente: un segnale che racconta di un evento sempre più capace di intercettare l’attenzione del trade e di costruire occasioni di incontro concrete tra produttori e filiera. Masterclass sold out, un programma tecnico di qualità e una selezione di aziende che ha mantenuto il profilo esclusivo che da sempre contraddistingue Vinaltum: questi gli ingredienti di un’edizione che ha saputo coniugare apertura e rigore.

«Le masterclass hanno confermato il livello di attenzione e preparazione del pubblico che sceglie Vinaltum – dichiara Luciano Rappo, co-ideatore e responsabile dei contenuti tecnici –. La selezione delle aziende è stata ancora una volta il nostro strumento principale: poche cantine, scelte con cura, capaci di raccontare territori e identità con autenticità. È questa la formula che vogliamo preservare anche in futuro: un evento che vale per ciò che esclude, oltre che per ciò che include.»

Bella mostra di se ha fatto il Consorzio Tutela Vini Collio con una selezione di operatori di altissimo profilo tutti raccolti in una stupenda sala. Ho avuto modo di partecipare a varie masterclass, condotte con garbo e seguite, per la parte tecnica, dalla FISAR. Quella che più ha attratto la mia attenzione è stata “Oltre il tempo la sfida del Solaris a 1250 metri” in cui Wermer Morandell, contitolare della Lieselehof, ha presentato una verticale di 6 annate di Solaris da vitigni resistenti PIWI. Sempre di più si conferma che i vitigni PIWI non solo sono vitigni resistenti, o come dice Wermer tolleranti, a certe malattie, che pertanto necessitano di minori trattamenti, ma sono veramente dei vitigni di montagna che riescono a sopportare anche le temperature molto basse.

Un vigneto di 25 anni che ha trovato il suo ambiente e che è capito e amato da chi lo coltiva. Veramente un’esperienza d’avanguardia ad alta quota per dimostrare la sorprendente evoluzione di questa varietà, capace di trasformare la freschezza alpina in complessi sentori di idrocarburi e minerali. Il Vino del Passo di Lieselehof del 2020, in magnum, rappresentava esattamente questa pluralità tra freschezza, sulfureo, minerale, sapidità ma anche morbidezza e una persistenza che non avevo mai trovato in un PIWI. Ma bando alle ciance. Mettete in agenda già per il prossimo anno. Castel Mareccio è già confermata come sede della prossima edizione. L’appuntamento con Vinaltum torna il 23 e 24 maggio 2027, con la stessa ambizione di sempre: essere il luogo in cui l’eccellenza enologica trova il contesto che merita.


Liliana SAVIOLI

Giornalista, Padovana DOC, Sommelier, esperto degustatore internazionale e docente, fa parte dell’Associazione ACAUD  in qualità di sensorialista. Cavaliere della Vitovska e Ambasciatrice del Festival Internazionale delle Malvasia di Portorose. Partecipa regolarmente alle commissioni per la determinazione delle DOC E DOCG del FVG. Collaborazione con Riviste di settore anche come delegata regionale del FVG.

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