testo e foto di Rosaria Benedetti
Una storia lunga e ricca quella della Mostra vini di Bolzano che si riconosce ufficialmente con questo nome Bozener Weinkost dal 1947. Tra alterne vicende e qualche interruzione la nascita di una manifestazione tesa alla promozione della viticoltura del Sud Tirolo si può però datare, benché con format diversi dall’attuale, già nella seconda metà del 1800. Nato come ramo della produzione frutticola, fino al 1918 il commercio di vino altoatesino aveva guardato alla Vienna imperiale come mercato di riferimento fornendo alla corte e all’aristocrazia-austro ungarica vini da varietà sia autoctone che internazionali. Nella edizione del 1867 della Fruechteasustellung, la Mostra frutticola, era presente una folta schiera di vini tradizionali come il Kalteresee, il Santa Maddalena ed i Lagrein kretzer ai quali si erano aggiunti anche Riesling, Gewurztraminer e qualche tipologia di Burgunder; ma è nel 1896 che si afferma con consapevolezza la volontà di rendere annualmente disponibile la possibilità di conoscere la qualità dei vini delle ultime vendemmie. Da qui in avanti il Bozener Weinmarkt, il mercato dei vini di Bolzano con forzate interruzioni e fino agli anni Ottanta, mantiene il suo specifico carattere di mercato, per evolvere poi nell’attuale affascinante evento, ricco di opportunità per scoprire i vini dell’Alto Adige.
La 98° Mostra Vini
Una cinquantina tra cantine storiche e nuove piccole aziende hanno presentato per questa edizione quasi duecento vini, tutti a disposizione di appassionati e addetti ai lavori nel suggestivo cortile d’onore del castello. L’accoglienza e la formula di degustazione sono gradevolissime grazie all’avvicendamento ai tavoli del pubblico per un tempo massimo di tre ore. Il vino viene scelto secondo la sua numerazione e servito a ciascuno dal personale di sala. L’atmosfera è rilassata e il cortile, perfettamente allestito, è animato da sussurri e commenti: solamente ai vini è consentito far sentire la propria voce.
Onorando l’ordine di presentazione indicato dal catalogo, la degustazione può procedere per varietà, e trovare solo in un secondo momento una coerente sintesi qualitativa sotto il cappello aziendale. Alcuni denominatori comuni dei vini dell’Alto Adige si presentano comunque con regolarità ad ogni giro di calici: freschezza e sapidità, eleganza e finezza gustativa anche in prodotti dalla struttura importante e una espressione territoriale dai contorni solidi, interrotta talvolta, è soprattutto il caso di molti bianchi, dall’ uso del legno.
Senza alcuna pretesa di esaustività, di seguito qualche stimolante esempio di piccole realtà aziendali presenti con i loro vini alla 98 Mostra dei Vini di Bolzano.
PFANNENSTIELHOF – Johannes Pfeifer
Azienda famigliare con sede a Bolzano. Una produzione legata strettamente alle varietà autoctone altoatesine: schiava St. Maddalena e lagrein delle quali propone varianti significative.
Dedicato alle nuove generazioni della famiglia, l’AA Doc St. Maddalena classico “Annver” 2022 si presenta nel calice di colore rubino intenso e luminoso. Ricco il profilo varietale con le tipiche note fruttate e floreali, regala un sorso dal timbro giovanile con tannicità ancora dinamica ma ben integrata e una piacevolissima pienezza gustativa. Intrigante e complesso l’AA Doc St. Maddalena classico “Der Pfannenstiel” 2019 nel quale si esprime tutta la potenzialità del vitigno. Una maturazione portata avanti nell’autunno aggiunge al frutto una speziatura dai contorni importanti, un estremo vigore al sorso che comunque non cede all’opulenza ma rimane elegante e di lunga persistenza. In assoluta coerenza con la varietà, i due Lagrein, entrambi con passaggio in legno, brillano per la piacevole alternanza tra vigore gustativo ed eleganza. Più immediato e scattante, piacevolmente fruttato Il Lagrein AA Doc “vom Boden” 2024, giovanissimo ma già armonico al sorso; più rigoroso ma altrettanto piacevole l’AA Doc “Lagrein Riserva” 2022: il fitto colore del manto rubino carico lascia presagire già alla vista la complessità del vino. Sentori di chiodo di garofano si innestano sul frutto ben presente e riaffiorano nel finale di bocca. Il passaggio in legno segna delicatamente il sorso dalla tannicità importante e dal finale di lunga persistenza.
KATHARINA MARTINI – Weingut Sonnleiten
Katharina Martini con la sua gamma di vini dai pendii soleggiati di St. Maddalena, si distingue per un approccio moderno alla sostenibilità ambientale, attraverso la promozione di buone pratiche, producendo vini dal forte carattere territoriale. La sua Schiava IGT delle Dolomiti “Juzer” 2024 ha un profilo organolettico che incuriosisce e affascina grazie al suo colore vivacissimo e all’olfatto dal timbro fruttato e floreale. La delicata speziatura che si rivela senza fretta verso il finale del sorso, la distingue, contribuendo alla chiusura fresca: una schiava di grande pulizia e leggerezza che invita a ripetere la beva. Il vino AA Doc St. Maddalena Classico “100” 2023 proviene da ceppi antichi, da vigne che hanno più di un secolo e che non hanno perso il loro orgoglio produttivo. Il vino si apre con un bouquet fitto di frutta rossa e fiori mentre le note speziate e il tratto vegetale si fanno più largo in bocca; vino fresco, ben bilanciato, dal centro bocca armonioso e lunga chiusura piacevolmente ammmandorlata.
ELZENBAUM – Weingut Elzenbaum
Azienda dalla profondità storica impressionante, ha sede a Termeno e produce vini da varietà autoctone e internazionali. L’AA Doc “Pinot Bianco” 2023 sorprende per la sua coerenza organolettica: dal colore paglierino carico che lascia intendere evoluzione e corpo, fino al finale ammandorlato del sorso, una continuità giocata elegantemente sulle note della frutta bianca, dell’avvolgenza e della setosità. Una gradevole seppur delicatissima aromaticità completa alla perfezione la beva. La speziatura è invece la cifra distintiva del AA Doc Kalterersee “Auslese/scelto” classico 2023 che si presenta con un manto rubino chiaro, un olfatto vivace di piccoli frutti che fanno da sfondo alla percezione speziata via via sempre più percepibile soprattutto in bocca. I tannnini leggeri e la piacevole freschezza completano il quadro di un vino dalla bevibilità immediata.
Rimane da segnalare ancora, che tutte le più recenti edizioni della Mostra Vini compresa la atttuale, hanno sfoggiato copiosi e attraenti programmi di contorno, abbinabili ai pacchetti vacanza organizzati dalla Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano: laboratori del Gusto, seminari di approfondimento, Cene Gourmet e naturalmente Degustazioni Guidate da esperti Sommelier hanno contribuito ad ampliare ed arricchire la già riconosciuta solida reputazione della quale i vini dell’Alto Adige godono a livello internazionale.
L’attuale sede, Castel Mareccio
Saldamente ancorato al cuore pulsante della città di Bolzano, il cui centro storico lo lambisce e lo circonda, questo maniero risale nella sua primitiva forma al XIII secolo. L’ imponente architettura con le robuste mura e le torri merlate è ingentilita dalla presenza dei circostanti giardini e dell’ampio vigneto, testimone ancora produttivo della costante attenzione che l’Alto Adige riserva alla viticoltura. A vantarne la proprietà nel corso dei secoli sono famiglie illustri i cui nomi spesso intravvediamo ancor oggi sulle etichette dei vini della zona: i Conti di Appiano e successivamente le famiglie Thun e von Firmian. Una storia dunque intrecciata con quella della nobiltà tirolese, storia per la quale il castello ricopre un ruolo significativo quale esempio del patrimonio storico e architettonico della regione. Oggi di proprietà del Comune di Bolzano, ospita eventi culturali e mostre, costituendo un importante punto di riferimento per la comunità locale. Accessibile al pubblico, vi si possono esplorare sia l’interno che i giardini ricordando, prima di uscire, di alzare lo sguardo sul panorama inestimabile delle montagne circostanti.
La manifestazione è organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano con il patrocinio del Comune di Bolzano in collaborazione con il gruppo di lavoro “Bozner Weinkost”, Ais Alto Adige e Accademia italiana della Cucina ed è sostenuta dalla Raiffeisenkasse di Bolzano, dalla Camera di Commercio e dal Consorzio Vini dell’Alto Adige
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Rosaria BENEDETTI
Laureata in Lingue e letterature straniere moderne, Sommelier professionista e Wine educator, attuale Delegata delle Donne del Vino del Trentino AA, Docente presso Accademia d’Impresa TN e giudice Concorsi Internazionali.
Trentina di nascita, convivo con una laurea in Lingue Straniere ed un passato nella scuola. Il dato anagrafico mi pone in quiescenza ma il nettare di Bacco mi affascina e mi occupa costantemente. La trasformazione da austera prof di tedesco in sommelier avviene nel 1997 e da quell’anno il racconto del vino e dell’enogastronomia scandisce le mie giornate. Considero anacronistico il proverbio che “l’ozio è il padre di tutti i vizi” e sogno un futuro di dolce far niente tra viaggi, letture e calici da bere a grandi sorsate.














