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CANTINA VIGNAIOLI SCANSANO: DA CINQUANT’ANNI ANNI LA MAREMMA NEL CALICE

Continuiamo a parlare di cantine cooperative e il viaggio prosegue in Toscana, Maremma per essere più precisi. La storia inizia nel 1972, grazie all’intuito e alla caparbietà di alcuni viticoltori coraggiosi

Andrea Li Calzi

credit foto: Cantina Vignaioli Scansano e Danila Atzeni

Le cooperative vitivinicole

Fino a 20-25 anni fa, più o meno quando ho mosso i primi passi nel mondo del vino, la qualità media delle cooperative vitivinicole italiane rappresentava un buon compromesso per il consumatore: vini piacevoli al giusto prezzo. Difficilmente, salvo rare eccezioni, si andava oltre. Intendo quel tipo di etichette che rimangono scolpite nel cuore e che accendono la curiosità del degustatore errante – amo definirlo così – lo stesso che il giorno seguente, dopo una piacevole serata di degustazione, tornava in ufficio con il proverbiale chiodo fisso legato a quel determinato bicchiere di vino.

Il modello altoatesino ha fatto scuola e nel corso degli anni un po’ in tutto il bel Paese la qualità media di questa categoria di vini è cresciuta esponenzialmente. Diversi i fattori determinanti: aver attribuito un costo ponderato all’uva prodotta dai soci conferitori selezionandone la qualità, seguirli pedissequamente durante le fasi del ciclo vegetativo e in fase di vendemmia, mettendo a disposizione un gruppo di esperti enologi e agronomi; infine farli sentire parte integrante del successo dell’Azienda e sviluppare in loro un senso d’appartenenza reale e costante. Queste sono a tutti gli effetti le mosse vincenti messe in atto dalle varie cantine cooperative sparse un po’ in tutta Italia.

Cantina Vignaioli Scansano

Riguardo la Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano la storia inizia nel 1972, grazie all’intuito e alla caparbietà di alcuni viticoltori coraggiosi; quest’ultima è a mio avviso tra le poche, soprattutto in Toscana, a vantare una storia legata al vino di qualità che va ben oltre i canonici 20-25 anni fa citati all’inizio dell’articolo. L’obbiettivo, allora come oggi, è promuovere a vantaggio dell’intera comunità la viticoltura di una delle aree più interessanti della regione – la stessa che ha dato i natali al poeta Dante Alighieri – mediante vivi che rispecchino fedelmente le peculiarità messe a disposizione da madre natura. Quest’ultima in Maremma è stata particolarmente generosa, non vi è alcun dubbio. Qualche anno dopo, nel 1978 per l’esattezza, nasce la DOC Morellino di Scansano.

Negli anni ’80, precursori dei tempi, i soci della Cooperativa decidono di investire sulla qualità dei loro vini nonostante il mercato, all’epoca, preferisse le grandi quantità: una scelta lungimirante che ha saputo premiare il lavoro della Cantina. Negli anni a seguire la richiesta e la popolarità del Morellino di Scansano continuano a crescere: l’area di vinificazione viene ingrandita e viene acquistato un nuovo impianto di imbottigliamento, aumentando così la capacità di produzione. Nel 2005 viene ampliata anche l’area dedicata all’affinamento del vino, mentre nel 2010 si rivedono le pratiche di cantina e di vigneto con lo scopo di essere ancora più sostenibili e di limitare l’impatto ambientale dell’azienda. Tra il 2016 e il 2018 la sede viene interamente ristrutturata con l’aggiunta di un’area dedicata all’accoglienza. La Cooperativa è oggi presieduta da Benedetto Grechi, in carica da oltre trent’anni, affiancato dal vicepresidente Enzo Babbanini. Dal 2010 Sergio Bucci è il direttore generale.

Sergio Bucci@photo courtesy

La Maremma

La Maremma si affaccia sul Mar Ligure e Tirreno ed è compresa tra Toscana e Lazio, un’area geografica piuttosto vasta di circa 5000 km². Comprende diverse zone, tuttavia, si pensa sempre e solo a quella grossetana, in realtà esiste quella livornese e pisana e infine si spinge nel Lazio verso Civitavecchia. Le bellezze naturalistiche sono svariate: dal Monte Amiata a levante, all’Isola del Giglio e al Mar Tirreno a ponente. Coccolata da un clima mediterraneo lungo la costa, le estati sono piuttosto calde e le mezze stagioni piovose; gli inverni risultano temperati salvo comuni dove l’altitudine (500 metri sul livello del mare) si fa sentire, ad esempio Scansano e Manciano. Da queste parti il clima è ben più rigido.

La storia

La cultura enologica del territorio vitivinicolo di Scansano (GR), borgo incantevole di circa 4.200 abitanti, risale al periodo storico degli Etruschi, i primi ad intuirne il potenziale tanto da produrre vino già a partire dal III secolo a.C. Cento anni dopo arrivano i Romani che costruiscono ville e fattorie dove l’attività vinicola si sviluppa ulteriormente, come dimostra il sito archeologico di Aia Nova. Scansano nasce invece nel Medioevo (XII secolo d.C.) e fino al XV secolo fu proprietà della nobile famiglia degli Aldobrandeschi, per passare poi in mano alla Repubblica di Siena. Nel Cinquecento inizia un’importante opera di urbanizzazione e sviluppo demografico stimolata da svariate attività agricole e minerarie. Nell’Ottocento gli uffici pubblici di Grosseto vengono gestiti a Scansano durante la stagione estiva, stimolandone di fatto lo sviluppo. Nello stesso periodo Vannuccio Vannuccini, esperto di viticoltura e pioniere della viticoltura maremmana, in occasione di una conferenza a Parigi elogia le qualità del Morellino di Scansano ribadendo che il potenziale dei vini locali si sarebbe potuto esprimere soltanto grazie al lavoro di una cooperativa”.

Il territorio e i numeri

Le sue parole furono di buon auspico: esattamente un secolo dopo, grazie al talento e alla caparbietà di molti pionieri dell’epoca, nasce la Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano. Oggi quest’ultima produce 5 milioni di bottiglie, di cui 2,2 milioni di Morellino (20% della produzione della denominazione). Alleva i principali vitigni della regione: sangiovese, ciliegiolo, alicante e vermentino, oltre a una quota di trebbiano e viognier; inoltre, conta tenta dipendenti e un parco vigneti di 700 ettari gestiti da 170 soci. La zona collinare è quella della provincia di Grosseto, tra i fiumi Ombrone e Albegna, e l’intero territorio di Scansano e parte di Compagnatico, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbenga e Semproniano. La matrice del terreno è in gran parte caratterizzata da flysch, rocce sedimentarie per lo più composte da argilla scagliosa di origine pliocenica. Un terreno ricco di pietrisco e in generale di scheletro particolarmente vocato per quanto concerne l’allevamento della vite.

La sostenibilità

Come già anticipato la Cantina ha intrapreso un percorso nel segno della sostenibilità ambientale, e l’ha fatto attraverso l’adesione al Programma Nazionale per la Valutazione dell’Impronta Ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente. Si è impegnata dunque a ridurre l’impronta di carbonio della coltivazione delle proprie vigne, ottenendo le certificazioni Carbon Footprint nel 2014 e VIVA Sustainable Wine nel 2015. Nel luglio del 2018 l’Unione Europea ha conferito al Morellino di Scansano DOCG la certificazione PEF (Product Environmental Footprint), che misura l’impronta ambientale sull’intera filiera, dal vigneto fino allo smaltimento dell’imballaggio. Un risultato a cui hanno contribuito l’installazione dell’impianto fotovoltaico nel 2014 e l’adozione di una formula di packaging sostenibile. Partecipa inoltre a diversi progetti sperimentali in collaborazione con le istituzioni, tra cui SOS Wine, in partnership con l’Università della Tuscia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana, è volto a implementare l’utilizzo dell’ozono in vigna e in cantina per limitare quello di altre sostanze chimiche e, grazie alle tecnologie Internet of Things, permette di monitorare i vigneti e ottimizzare i trattamenti in vigna andando ad agire solo quando, e dove, necessario attraverso un sistema di protocolli inviati via newsletter a tutti i soci.

La degustazione

@Danila Atzeni

Maremma Toscana Vermentino Brut San Rabano

Da uve vermentino 85%, chardonnay 15%: fermentazione in acciaio per il primo, in barrique nuove per il secondo. Dopo l’affinamento sulle fecce fini per almeno 6 mesi, il vino base ottenuto dal blend dei due vitigni è spumantizzato in autoclave da 50 hl a 14°C per circa 5 mesi.

Paglierino vivace, solare, con bollicine fini e regolari. Timbro olfattivo mediamente intenso, rimanda a suggestioni iodate, mandarino, frutta secca e lieviti/panificazione.

In bocca avverto una bella vena sapida ben allineata alla tensione acida data dall’agrume. Scorrevole e di grande beva.

@Danila Atzeni

Vermentino Maremma Toscana Superiore San Bruzio 2023

Prende il nome dall’antica canonica di San Bruzio, costruita attorno all’Anno Mille a ridosso del borgo di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto. Viene prodotto mediante l’impiego di uve vermentino che nascono su un terreno arenario limoso. Circa un terzo dei grappoli utilizzati viene raccolto a maturazione regolare e mantenuto in cella, mentre il resto rimane in vigna per altre due settimane. Dopo 48 ore di macerazione a freddo con le bucce, si estrae e fermenta il mosto fiore; segue affinamento in acciaio per sei mesi assieme alle fecce fini. Il vino viene imbottigliato a partire dal mese di luglio successivo alla vendemmia. Al mio cospetto ritrovo un vino color paglierino impreziosito da riflessi oro antico.

Al naso distinguo la susina gialla, il cedro candito e la ginestra, con incursioni di maggiorana, miele millefiori, albicocca e una scia minerale che rimanda al bagnasciuga, agli scogli bagnati dal mare. La complessità aumenta mediante opportuna ossigenazione. Evolve nel bicchiere. Ne assaggio un sorso e ritrovo freschezza, coerenza in termini di mineralità – grazie ad una lunga scia sapida – e un allungo da centometrista. Anche l’alcol è ben gestito, il vino si beve che è un piacere.

@Danila Atzeni

Morellino di Scansano Skeep 2023

L’azienda firma una nuova etichetta solidale di Roggiano Morellino di Scansano e per l’edizione 2025 dell’iniziativa sceglie l’associazione SKEEP di Grosseto, realtà che ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso lo sport.

L’immagine riportata sulla bottiglia disegnata dai ragazzi di SKEEP mostra un grappolo d’uva circondato da impronte di mani, a dimostrazione del fatto che saper fare squadra, in cantina come nelle attività sportive, è fondamentale per ottenere il risultato.

Testimonial dell’iniziativa è Riccardo Bagaini, atleta paralimpico azzurro specializzato nella corsa veloce e recentemente arrivato settimo nei 400 metri ai Mondiali Paralimpici di Nuova Delhi. Parte del ricavato delle vendite delle 3000 bottiglie di Roggiano in edizione limitata, andrà a finanziare il restauro della sede dell’associazione, che diventerà un centro vitale per attività sportive e ricreative.

@Danila Atzeni

Maremma Toscana Ciliegiolo Capoccia 2024

Da vigne che hanno 10-15 anni d’età, posizionate ad un’altitudine che varia tra 100 e 300 metri s.l.m. La densità d’impianto è pari a 3500 / 4500 ceppi per ettaro, i terreni sono ricchi di limo. In tema di vinificazione si parte da una macerazione a caldo (35°C) per 12 ore, segue fermentazione a temperatura controllata (max 27°C). La svinatura viene effettuata dopo quattro giorni di mosto a contatto con le bucce. Fermentazione malolattica e affinamento in acciaio per tre mesi con le fecce fini, più altri tre in bottiglia prima della messa in vendita. Affinamento sulle fecce fini fino allo svolgimento della fermentazione malolattica (novembre). Ritrovo al calice un bel rubino attraversato da venature fucsia/ciclamino; tonalità luminosa e vivace.

Al naso offre ricordi di ciliegia matura, ribes nero e un bel floreale vivo e cangiante, soprattutto geranio selvatico e rosa rossa; in chiusura avverto una traccia balsamica rinfrescante e sottile. Ciò che amo del Ciliegiolo, e del Capoccia in particolare, è soprattutto la parte gustativa che si differenzia in tema di struttura e succo; un assetto perfettamente bilanciato tra acidità, sale e progressione. Il tutto in totale assenza di alcol percepito. La bevibilità è dunque assicurata.

@Danila Atzeni

Morellino di Scansano Roggiano (BIO) 2024

Da vigne che hanno 10-20 anni d’età, allevate in regime di agricoltura biologica su terreni principalmente arenarei e limosi ad un’altitudine tra 100 e 300 metri s.l.m. Uve sangiovese in purezza vendemmiate a metà settembre. Macerazione a caldo (35°C) per 12 ore; segue fermentazione a temperatura controllata (max 27°C). Svinatura dopo sette giorni di fermentazione con le bucce.

Affinamento sulle fecce fini fino allo svolgimento della fermentazione malolattica (novembre).

Riposa in acciaio per quattro mesi con le fecce fini. Ritrovo un bel rubino squillante e al naso un mix tra refoli balsamici e la macchia mediterranea che emerge mediante ossigenazione; frutti di bosco carnosi e alloro. Alcol ben gestito, pienezza gustativa e una lunga scia sapida in chiusura; anche la tensione acida è di prim’ordine. Buonissimo.

@Danila Atzeni

Morellino di Scansano Vigna Benefizio 2023

Caratteristiche pressoché simili al vino precedente, il Vigna Benefizio è una speciale selezione proveniente da un vigneto particolarmente vocato. Affina in barrique di rovere francese, in parte nuove e in parte di secondo passaggio, per sei mesi.

Non posso che definirlo Mediterraneo al 100%: un profluvio di sentori quali ginepro, lentisco, mora selvatica e liquirizia; ma anche una sottile vena balsamica a renderlo austero. I tannini risultano percettibili, dolci, il vino ha grande progressione in un continuo andirivieni di lampi acidi e sapidi ben allineati tra loro. Un Morellino suadente. Intravedo buone potenzialità nei confronti dell’affinamento.

@Riproduzione riservata

(In copertina, la sede della cooperativa ed i soci@Cantina Vignaioli Scansano)

Andrea LI CALZI

Sommelier Ais dal 2011, in tandem con Danila Atzeni, fotografa professionista e sua compagna, autrice, tra l’altro, degli scatti dei suoi articoli, è un grande appassionato per la materia tanto cara a Dio Bacco ed ama la purezza delle materie prime in cucina: proprio l’attività tra i fornelli l’ha fatto avvicinare al mondo del vino attorno al 2000.
Dopo svariati master di approfondimento sui più importanti territori vitivinicoli al mondo, nel 2021  ha ricevuto il 33° Premio Giornalistico del Roero. Scorre il nebbiolo nelle sue vene, vitigno che ha approfondito in maniera maniacale, ma ciò che ama di più in assoluto è scardinare i luoghi comuni che gravitano attorno al mondo del vino. Collabora, altresì, anche con altre note riviste di settore.

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