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CÔTE DES BAR, NON SOLO CHAMPAGNE: A LES RICEYS NASCE ANCHE IL RARO ROSÉ DI APPELLAZIONE

Domaine Alexandre Bonnet è tra i maggiori protagonisti della rinascita della Côte des Bar , il più esteso comune viticolo della Champagne, l'unico a vantare tre AOC: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys. Un percorso tra i suoli kimmeridgiani, il Pinot Nero e una viticoltura parcellare che valorizza l'identità del territorio.

Testo Giovanna MOLDENHAUER

foto @Domaine Alexandre Bonnet

Les Riceys, comune viticolo della Côte des Bar, con i suoi 844 ettari di vigne rappresenta il più grande della Champagne, oltre a essere l’unico a possedere 3 AOC: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys. Un incontro con Arnaud Fabre Direttore Generale del Domaine Alexandre Bonnet, ci ha permesso di degustare alcune suoi champagne, oltre al Rosé des Riceys, tipico di quella zona della Champagne, vino rosso fermo tipico di quella zona dello champagne.

LA STORIA

Documentandoci notiamo che la storia di questo domaine ha avuto inizio nel 1934 a Les Riceys, diventando oggi tra i maggiori protagonisti della rinascita della Côte des Bar. I suoi 47 ettari di proprietà si trovano su terreni contenenti calcare e marna del Giurassico Kimmeridgiano, i cui suoli sono leggermente ferruginosi, siti a un’altitudine media di 250 m s.l.m.

I vigneti posti su declivi scoscesi, intervallati da piccole valli strette e verdeggianti, creano un vero e proprio mosaico dalle molteplici esposizioni.

Gli impianti dell’età media di 25 anni sono per più dell‘80% coltivati a Pinot Nero, oltre a essere gestiti in modo parcellare, in modo da conferire ai loro vini finezza ed espressività. In campagna sono certificati dal 2015 con HVE ovvero Alto Valore Ambientale.

Da Alexandre Bonnet definiscono i loro champagne parcellari, provenienti da altrettante località, di Contrées in cui il Pinot Nero, varietà principe della Côte des Bar, si esprime in modo sempre diverso.

Segue la presentazione di due champagne parcellari millesimati, di alto profilo degustativo e del Rosé des Riceys.

La degustazione

Champagne AOC Blanc de Noirs Les Vignes blanches millésime 2019 – Viene prodotto da una vigna di Pinot Nero, impiantata nel 1983, attualmente con un’età media di 40 anni, esposta completamente a Est he favorisce una maturazione ottimale dei grappoli, una pendenza di 45%. In vinificazione, tutta in acciaio, dopo una pressatura pneumatica lenta, aggiunta di lieviti, fermentazione alcolica, seguita da quella malolattica che si è avviata in modo naturale, fa un affinamento di 48 mesi. Alla sboccatura ha un dosaggio di 1 g/L, senza aggiunta di solfiti.

Nel calice ha un colore paglierino, dai riflessi dorati, bollicine fini, continue. Il naso esordisce con frutta gialla, poi di agrumi, un tocco floreale di gelsomino, seguito da spezie dolci e profumi di panificazione. Al palato è raffinato, espressivo, freso, cremoso, sapido, molto lungo con nel retrogusto note di lieviti e di frutta.

Champagne AOC Blanc de Noirs La Forêt millésime 2020 – Viene prodotto da una vigna piantata nel 1973 di Pinot Nero, proveniente da una selezione massale, esposto a Sud, con una pendenza di 45%. In vinificazione dopo una pressatura pneumatica lente, l’aggiunta di lieviti selezionati, fermentazione sia alcolica che malolattica, fa un affinamento di 8 mesi in barrique di secondo passaggio, prima di restare sui lieviti per 39 mesi. Alla sboccatura non è dosato, non sono aggiunti solfiti.

Nel calice ha un colore paglierino con una luce rosa delicata, bollicine fini, continue. Al naso apre con frutti piccoli di fragolina e ribes, poi di frutta gialla come susine, pera, agrumi canditi, seguiti da note di pasticceria, lieviti, nocciola, accenni di spezie. Al palato è ricco, sapido, cremoso, fresco, lunghissimo, con nel retrogusto agrumi canditi e sentori di pasticceria.

Appelation Rosé des Riceys Controllé La Forêt 2022 – Viene prodotto da una vigna piantata nel 1974 di Pinot Nero, proveniente da una selezione massale, esposto a Sud, con una pendenza di 45%. In cantina dopo una selezione manuale su nastro, vinificazione per gravità di uva intera, pigiatura con i piedi di un quinto della massa, una macerazione semi carbonica di 3 giorni, fermentazione alcolica all’80% in vasca e per il 20% in botti di legno di stile borgognone da 228 litri. In quest’ultimi passaggi il vino svolge naturalmente la malolattica, vengono aggiunti solfiti in dose minima. Il vino nei due contenitori rimane per 10 mesi a maturare. Una volta imbottigliato resta due anni prima dell’uscita.

Nel calice esordisce con un rosso granato dai riflessi rubino. Il naso è sfaccettato con piccoli frutti rossi sia di bosco che di ciliegia, con toni floreali di violetta, seguono cenni speziati e di frutta secca tra cui spicca la mandorla. Al palato è espressivo, con tannini smussati, lievemente polverosi, ha freschezza, è sapido, persistente, con nel retrogusto piacevoli sensazioni fruttare. Il produttore consiglia di servirlo tra i 12 e i 14°C per apprezzarlo al meglio.

 (In copertina, Domaine Alexandre Bonnet@photo courtesy)

Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

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