Testo e foto Carmen Guerriero
Il Bidder Terrace – Cocktails & All Day Dining del Grand Hotel Parker’s di Napoli ha ospitato una delle sue serate più raffinate: “Eleganza in Bolle. Bellavista Sparkling Night”, esclusivo evento firmato Gambero Rosso, a cura della d.ssa Serena Maggiulli, General Manager Città del Gusto Napoli Gambero Rosso e della Gambero Rosso Academy Napoli, e realizzato in collaborazione con Bellavista, storica cantina della Franciacorta.
La masterclass d’apertura, condotta da Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, ha ha aperto un vero viaggio nella filosofia produttiva della cantina. «Bellavista – ha affermato Carrus – non crea semplicemente vini: costruisce prospettive. Ogni cuvée è un equilibrio fra tecnica e sentimento, fra artigianalità e precisione scientifica». Un racconto colto e appassionato, che ha svelato l’essenza di uno dei marchi più rappresentativi dell’enologia italiana «Bellavista – ha ricordato Carrus – è una cantina che ha fatto della continuità stilistica un linguaggio universale: precisione, identità e profondità sono i suoi tratti distintivi».

Una storia di visione e radici
Il nome Bellavista nasce dall’altura che domina il lago d’Iseo: “un punto da cui lo sguardo può andare lontano”. Una metafora, ma anche una dichiarazione di intenti. Nel tempo, grazie a un lavoro costante e meticoloso, la cantina è diventata un riferimento internazionale per rigore stilistico, armonia e capacità di interpretare il territorio attraverso cuvée dal carattere distintivo.
Le caratteristiche principali del territorio derivano dall’origine morenica: coesistenza di terreni molto diversi, ricchi di limo, sabbia, pietre e poveri di argilla. Nota già al tempo di Plinio e di Virgilio per la fiorente coltivazione delle vigne, la Franciacorta è conosciuta come luogo di grande prosperità vitivinicola già nel Medioevo. Ma è grazie alla visione di alcuni illuminati imprenditori e di Vittorio Moretti, che negli anni settanta questa terra riesce ad esprimere tutto il suo potenziale, quale regione ideale per le bollicine italiane di eccellenza.
Nel corso dell’evento è stata ripercorsa la vicenda imprenditoriale di Vittorio Moretti, fondatore della cantina. «Tutto nasce da un bisogno semplice: tornare alla terra», ricorda Paola Maffina, Head of Global Communications and Public Relations di Terra Moretti Vino, holding che controlla nel settore wine i marchi Bellavista, Contadi Castaldi, Petra, Sella&Mosca, Teruzzi, Acquagiusta.

Discendente da una famiglia di costruttori fin dal 1400, Vittorio Moretti eredita dalla madre la sensibilità per la terra e per la sua cura. Un doppio nutrimento per la storia imprenditoriale, che si traduce in un sentimento di famiglia. La memoria delle estati d’infanzia, gli aromi della campagna e la naturale tensione verso la bellezza sono determinanti nella decisione di “tornare alla terra”, scoprendosi vignaiolo. Negli anni Settanta la Franciacorta non era ancora la patria delle grandi bollicine italiane, ma Moretti ne intravede il potenziale. In principio si tratta di pochi ettari, una casa di famiglia e adiacente la cantina ed il desiderio di fare del buon vino da condividere con gli amici. Ma talento, passione e viaggi in Francia, sono determinanti. Così nel 1977 nella località di Erbusco nasce Bellavista, nel cuore della Franciacorta.

Estesa su ben 207 ettari di terreno, la cantina Bellavista produce 1.500.000 bottiglie l’anno, sposando un modello di viticoltura biologica. Dal 2018 si aggiunge la salvaguardia e la valorizzazione dello storico Convento dell’Annunciata in Franciacorta, dove ha sede la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, nata nello stesso anno per promuovere e trasmettere alle nuove generazioni gli ideali fondativi del gruppo e, con essi, i valori che costituiscono l’identità di un territorio.
La continuità di visione di generazione in generazione ha garantito una crescita costante, sia in termini di volumi che di prestigio e di riconoscimento di qualità, per un brand che negli anni ha saputo conquistare consensi e mercati. Oggi, Terra Moretti opera in tre rami di attività: edilizia industrializzata, ospitalità e aziende vitivinicole. Moretti, azienda che progetta e costruisce grandi edifici in calcestruzzo, legno e multimateriale. L’Albereta in Franciacorta e L’Andana con Tenuta la Badiola in Toscana, due resort, due territori, un unico modo di concepire l’accoglienza. Sei cantine in tre regioni: Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta; Petra, Teruzzi e Acquagiusta in Toscana; Sella&Mosca con Casa Villa Marina in Sardegna.
Focus sui vini: arte, tecnica e territorialità
Nel corso della serata, la Masterclass guidata da Giuseppe Carrus ha rivelato geometria e poesia della Franciacorta secondo il concept Bellavista, guidando gli ospiti attraverso una lettura organolettica precisa, arricchita da note tecniche e riferimenti storici. Le prime tre etichette rappresentano 3 progetti diversi che nascono da interpretazioni diverse, secondo un mood preciso: “Essere contemporanei, rimanendo classici”.
Bellavista Franciacorta DOCG Alma Gran Cuvée Assemblage Il vino-simbolo della maison, “la voce collettiva” della Franciacorta. Assemblaggio complesso di oltre 100 vini base provenienti da 75 parcelle, che costituiscono tutto il patrimonio vitivinicolo Bellavista. Perlage sottilissimo, profumi di zagara, pompelmo, melissa e un tocco balsamico. In bocca alterna energia e morbidezza, con un finale che richiama la pietra bagnata. «È un vino democratico e aristocratico allo stesso tempo: parla a tutti, ma con eleganza», ha sottolineato Carrus.
Bellavista Franciacorta DOCG Alma Non dosato Assemblage 2, è l’espressione più rigorosa e verticale. 70 % Chardonnay, 30 % Pinot Nero. Naso pungente di scorza d’agrume, ginestra, zenzero e nuance iodate; bocca tesa, filigranata, di estrema precisione. È un vino che parla una lingua più austera, più scolpita. Perfetto per chi cerca purezza e definizione. «Un vino che non concede scorciatoie: essenziale, nitido, puro. Un canto in sottrazione»ha osservato Carrus.
Bellavista Franciacorta DOCG Alma Rosè Assemblage 2. Qui la percentuale di Pinot Nero è più marcata: 56% ed il resto Chardonney. La permanenza di circa 30 mesi sui lieviti è fondamentale. Perlage fitto, continuo, perfetto, ha un elegante colore rosa antico. Al naso rimanda profumi di peonie, geranio, agrumi, piccoli frutti rossi e pepe bianco. Cremoso, avvolgente, carbonica morbida tanto è integrata. Ricco e strutturato, con una nota gessosa che rimanda al terroir. «Un rosé di carattere, che non gioca solo sulla delicatezza, ma sulla profondità».
Franciacorta DOCG Brut “Teatro alla Scala” 2021
Icona della collaborazione con il celebre omonimo teatro milanese, è il risultato di ricerca e innovazione sulle fenoliche e sulla resistenza delle vigne. Bellavista è l’unica azienda che non ha bisogno di irrigazione di soccorso. Una parte della massa fa affinamento in legno che, però, non è mai sovrastante. 40 mesi circa sui lieviti, brilla di riflessi dorati e offre un bouquet di sambuco, ananas, erbe officinali e lieve incenso. Bocca asciutta, elegante, continua, vibrante. «Un vino da palcoscenico», lo definisce Carrus. «Composto ma scenografico, come la sala della Scala a cui si ispira».
Bellavista Franciacorta DOCG Rosè 2021 Millesimato. Età media delle vigne 35 anni, 56% Chardonnay, 44% Pinot nero, Selezione da 22 Vigneti. Purezza, energia e gioventù sono i termini che possono sintetizzare le caratteristiche di questo incredibile calice. Colore Rosa perla, luminoso. Perlage fine, fitto, elegante e persistente. Raffinatezza di fiori d’arancio e d’ibisco, note freschissime di piccoli frutti a bacca rossa (ribes, melograno), alternanati a sensazioni vivaci di frutta tropicale e lychees, con lieve speziatura da pepe rosa e ricordo intrigante di pietra focaia. Ingresso energico al palato, il sorso è ricco di tensione. Frutto croccante, profondo, ha un finale intrigante e asciutto, di eccellente pulizia.
Riserva Vittorio Moretti 2018 Definita dalla critica “una cuvée emotiva”, rappresenta la summa della poetica produttiva della cantina. Oltre 70 mesi sui lieviti, dosaggio basso 1% di zuccheri, ha delicati profumi di magnolia, bergamotto, erica fresca di montagna, note cremose e talcate, con vaghi richiami erbacei. In bocca è fresco, sapido, profondo, verticale, ancora in evoluzione, incredibilmente vivace. Un’architettura gustativa che unisce profondità, freschezza, tensione ed un’eleganza quasi rarefatta. «Qui anche il tempo è un ingrediente», ha osservato Carrus. «È un vino che si muove tra emozione e perfezione tecnica».
L’identità come valore
Bellavista, oggi guidata da una solida continuità familiare, resta fedele a un principio cardine: tutelare e interpretare ogni particella di territorio. Vendemmia rigorosamente manuale, maestranze che tramandano gesti di generazione in generazione, attenzione costante alla sostenibilità.
La cena degustazione a seguire, è stata firmata dallo chef Luca Iannone, con un menu pensato per dialogare in equilibrio con alcune delle etichette protagoniste della masterclass, un dialogo armonico tra sapori e bollicine. L’abbinamento non è un esercizio, ma un ascolto. Si crea un piatto solo quando il vino ti suggerisce un ritmo: l’aroma guida, la struttura definisce, la persistenza detta il finale.
L’evento “Sparkling Night” del Grand Hotel Parker’s si è così trasformato in un racconto corale: il viaggio di un uomo, la rinascita di un territorio, la precisione di una grande cantina e la capacità del vino di farsi linguaggio condiviso. Una notte scintillante, di stile e di sostanza, che ha confermato quanto la Franciacorta sappia ancora sorprendere, soprattutto quando a parlarne sono i suoi interpreti più appassionati.
«La tradizione – amano ripetere in cantina – è un’evoluzione che ce l’ha fatta». Una frase che sintetizza l’essenza del progetto: mantenere radici solide e uno sguardo lungo, come nel nome Bellavista.
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