a cura di Redazione
Sarà il vino campano uno dei protagonisti della celebrazione dell’Anniversario della Liberazione del Messico, in programma il 15 settembre all’Ambasciata del Messico a Roma. A promuovere la presenza enologica italiana è Identità Mediterranea, associazione culturale fondata dal giornalista enogastronomico e sommelier Gaetano Cataldo.

L’appuntamento non è un episodio isolato, ma si inserisce in un rapporto costruito negli anni tra l’associazione di Castel San Giorgio e la diplomazia messicana. Sono sette le tappe ufficiali della collaborazione, sviluppata sotto gli ambasciatori Carlos Eugenio García de Alba Zepeda e Genaro Fausto Lozano Valencia. Tra queste, le celebrazioni del 214° e 215° Anniversario della Liberazione del Messico e la realizzazione, a cura di Cataldo, della carta dei vini per la cena di gala organizzata in occasione degli accordi bilaterali legati alla partecipazione dell’Italia alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara.

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La ricorrenza richiama il Grito de Dolores del 1810, il proclama con cui Miguel Hidalgo y Costilla diede avvio alla sollevazione contro il dominio coloniale spagnolo. Per Identità Mediterranea rappresenta una nuova occasione di diplomazia culturale, con il vino utilizzato come strumento di relazione e di racconto dei territori.
Al centro della serata saranno nove cantine campane, chiamate a presentare vini e vitigni rappresentativi di aree diverse della regione.
Dall’Irpinia, Agricola Bellaria, di Roccabascerana, che ha scelto per l’ambasciatore una bottiglia di Taurasi Riserva DOCG 2015. La cantina lavora inoltre sulla Coda di Volpe rossa con Coda Rara e sulle tre DOCG della provincia di Avellino.
Dal territorio flegreo, Il IV Miglio, cantina della famiglia Verde a Quarto. Qui Falanghina e Piedirosso sono allevati in gran parte a piede franco, grazie alla particolare natura dei terreni, mai interessati dalla fillossera. Il vino destinato all’ambasciatore è Macchia Bianco, Falanghina Riserva dei Campi Flegrei DOC 2018.
Cantine Palazzo Marchesale, realtà storica legata alle famiglie Benfidi e Vanacore, porta invece il tema dell’Asprinio di Aversa e dell’Alberata Aversana, con vigne che raggiungono i 15 metri e grotte tufacee utilizzate per affinamento e spumantizzazione. La scelta è Brianò, Asprinio Spumante Brut.
Dal Vesuvio, Casa Setaro, di Massimo Setaro , azienda vitivinicola ali piedi del Vesuvio, a Trecase, con una Magnum di Fuocoallegro, Piedirosso Vesuvio 2024. La cantina è impegnata nel recupero e nella valorizzazione del Caprettone, oltre che nella produzione di Lacryma Christi.
A Casal di Principe, Asprinio De Angelis lavora l’Asprinio anche attraverso il Metodo Classico. Per l’occasione sarà presentata la Magnum di Mattia, Asprinio Spumante Brut Metodo Classico 2020.
Il Cilento è rappresentato da Viticoltori Cocozza, di Agropoli, con una selezione della linea Vallone Scuro. Per l’appuntamento è stato scelto l’Aglianico IGT Paestum 2024.
Dal Matese arriva Cantine Matese, progetto guidato da Leandro Sannullo con l’enologo Vincent Renzo, articolato nelle linee Elepha, Malise e Ren. Il vino destinato all’ambasciatore è il Tintilia del Molise DOC 2022.
Il Sannio beneventano è rappresentato da Ocone 1910, storica azienda di Ponte, che ha scelto una Magnum di Anastasi, Aglianico del Taburno DOCG 2017.
Completa la selezione Ca’ Stelle, di Castelvenere, con Dolce Andromeda, Barbera del Sannio DOC 2020. La cantina lavora in particolare sulla Camaiola, storicamente conosciuta come Barbera del Sannio, e sulla Falanghina.
La partecipazione all’evento conferma una collaborazione che lega vino, cultura e relazioni istituzionali.
Per la Campania è anche un’occasione di rappresentanza: nove aziende, territori e vitigni diversi portano all’interno di una sede diplomatica una sintesi della propria identità produttiva.











