Redazione
Il Festival Treviso Città Impresa (27-29 marzo, con anteprima il 26) torna a porre la città al centro del dibattito economico nazionale, riunendo esperti per riflettere sulle trasformazioni globali. Il titolo 2026, “Un futuro da (ri)costruire”, richiama la necessità di ripensare modelli di sviluppo, filiere e strategie in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, innovazione tecnologica e nuovi equilibri internazionali. Il programma affronterà temi come supply chain, intelligenza artificiale, finanza per l’innovazione e nuove geografie economiche, con focus sul ruolo di imprese e territori.
Focus dichiarazioni:
- Paolo Possamai sottolinea il valore “corale” del Festival: non un evento spettacolare, ma uno spazio editoriale e di confronto per interpretare un cambiamento profondo e continuo. L’obiettivo è superare il “presentismo” e costruire visioni condivise sul futuro.
- Marco Panara evidenzia una fase storica di rottura senza precedenti recenti: il futuro va ripensato alla luce di nuovi equilibri globali, fragilità delle filiere e accelerazione tecnologica. Il Festival non offre risposte definitive, ma strumenti critici e conoscenza, puntando sull’innovazione come chiave per costruire un nuovo ecosistema economico.
- Mario Conte rimarca il ruolo di Treviso come luogo ideale di confronto: imprese e territori devono ridefinire strategie in un contesto instabile, tra geopolitica e trasformazioni tecnologiche. Il Festival rafforza la città come hub di dialogo e progettualità economica.
- Paola Carron evidenzia l’incertezza globale per le imprese, tra conflitti e crisi energetiche. Comprendere il cambiamento è essenziale per trasformarlo in strategia competitiva: il Festival offre proprio questo supporto al tessuto produttivo, soprattutto ai giovani.
- Mario Pozza insiste sulla necessità di “fare sistema”: nei mercati globali vince chi agisce con strategie condivise tra pubblico e privato. Il Festival contribuisce a diffondere questa cultura e a rendere il territorio più attrattivo.
- Cristina Cipiccia sottolinea la capacità evolutiva delle imprese del Nord Est, sostenute da innovazione e finanza. Il Festival è occasione di confronto tra stakeholder per rafforzare competitività e valore territoriale.
- Sabrina Nicoletti individua tre driver della competitività: persone, filiere e sostenibilità. Le imprese devono ripensare HR, supply chain e strategie per restare competitive a livello globale.
- Alessandra Pizzi definisce il Festival come spazio di confronto concreto per leggere la complessità e costruire connessioni tra imprese, istituzioni e ricerca. L’obiettivo è offrire strumenti pratici e stimolare una partecipazione attiva alla costruzione del futuro.
Il Festival si configura, dunque, come piattaforma di analisi e dialogo per aiutare imprese e territori a orientarsi in un contesto globale incerto, puntando su innovazione, collaborazione e visione strategica.











