Testo e foto Alberto De Rogatis
PER CELEBRARE 105 ANNI DI STORIA
Cantine Iannella rappresenta certamente un’istituzione nel mondo vitivinicolo della Campania; passione e lungimiranza di quattro generazioni di imprenditori hanno portato ai vertici nazionali questa dinamica realtà sannita. Agli albori, nel lontano 1920, fu il capostipite Giovanni Iannella ad iniziare l’attività con una produzione limitata di vini Aglianico e Coda di Volpe; nel 1955 suo figlio Nicola subentrò nella conduzione della cantina e, nel corso degli anni, iniziò la produzione di vini DOC.

Ma la svolta determinante avvenne nel 1992, grazie ad Antonio Iannella che eredita dal padre tutti i segreti del mestiere, e con innato spirito imprenditoriale amplia la cantina ed arricchisce la produzione, in particolare con la Falanghina ed il Piedirosso. Nel 2015, poi, compie il suo capolavoro, nasce così la nuova elegante struttura dotata di sala convegni, sala degustazioni, sala bottaia, ed anche raffinate camere per ospiti provenienti da tutto il mondo.

Da pochi anni la figlia Mariantonietta, con la madre Maria, gestisce l’azienda con passione e ben determinata. E già se ne vedono i frutti, anche perchè idee e voglia di sperimentare non mancano, e la Falanghina in anfora costituisce valida testimonianza.
DAI PROPRI VIGNETI L’EVOLUZIONE DELLA FALANGHINA
Molto avvincente ed affollata la presentazione del progetto enologico dedicato alla nuova Falanghina, a cura di Mariantonietta Iannella, preceduta da un percorso sensoriale dedicato al “linguaggio” del vitigno sannita a bacca bianca, nelle sue molteplici espressioni, attraverso la degustazione di cinque importanti vini della produzione Iannella. Conduzione di Antonella Amodio, giornalista e sommelier; il panel era composto da Mariagrazia De Luca delegata AIS Benevento, Simone Feoli delegato ONAV Benevento e coordinatore ONAV Campania, Pasquale Carlo giornalista e coordinatore regionale Vinibuoni d’Italia, Ernesto Buono enologo aziendale.

In assaggio vini fedeli interpreti di un territorio altamente vocato alla viticoltura, situato in area collinare dai suoli calcareo-argillosi-vulcanici, con un ideale microclima fresco e ventilato. Una collezione di eccellenze, insomma, ognuna proveniente da differente annata: Falanghina del Sannio DOC Taburno, vendemmie 2024, 2018, 2015, Niè Bianco Campania IGT 2023 unico e riuscitissimo blend in degustazione, ed ovviamente Intus Falanghina Beneventano IGT da vendemmia 2021.
Di colore giallo paglierino, dal gusto deciso e nel contempo equilibrato, ogni vino ha confermato caratteristiche qualitative sorprendenti; in particolare la Falanghina del Sannio DOC 2015, da uve perfettamente sane ed a completa maturazione grazie all’ottima vendemmia di quell’anno, si è rivelato vino ben strutturato, identitario, da far riposare nel bicchiere.
INTUS, IN ANFORA L’IDENTITA’ DEL VITIGNO E DEL TERRITORIO
Il progetto enologico Intus è innovativo ed ambizioso, finalizzato alla valorizzazione della Falanghina Beneventana attraverso un inedito percorso produttivo, sapientemente illustrato da Mariantonietta Iannella e dall’enologo Ernesto Buono. Con uve provenienti dai vigneti di famiglia, ubicati a 420 metri s.l.m. e dalle caratteristiche uniche, e da un’attenta scelta dell’epoca vendemmiale nel 2021, è così che inizia un viaggio straordinario che porta alla produzione di questa gioiello firmato dalla famiglia Iannella, da bere con la massima piacevolezza.

La fermentazione avviene prima in acciaio a temperatura controllata di 14-16°C, quindi fine fermentazione in anfora. Qui, grazie alle specifiche peculiarità dell’impasto ceramico col quale sono realizzate le anfore, l’affinamento dona equilibrio, profondità e sapidità al vino, garantendo una micro-ossigenazione controllata e nel contempo un’inerzia chimica totale e completo isolamento termico. Fase dopo fase, e dopo 24 mesi in anfora ed altrettanti in bottiglia, la Falanghina Beneventano IGT Intus è quindi pronta per abbinamenti di gran gusto: piatti importanti a base di pesce, carni bianche, selvaggina, formaggi erborinati.
Nel solco della continuità, da una straordinaria passione familiare che perdura da più generazioni e che oggi si presenta a guida femminile, con la dinamicità, lo stile e la caparbietà che solo le donne sanno assicurare, diventa davvero facile auspicare un brillante successo per questa nuova e intrigante Falanghina.

L’evento è stato ulteriormente impreziosito da due momenti conviviali tenutisi presso la sala bottaia: l’interessante presentazione del libro Calici & Spicchi di Antonella Amodio ed un gradito, quanto raffinato, lunch con menu della tradizione sannita. Complimenti, infine, alla bravura di Luisa Paradiso con il suo violino elettrico.
@Riproduzione riservata
(In copertina, anfore affinamento Cantine Iannella@A.De Rogatis)
Alberto DE ROGATIS















