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LA ZEPPOLA AVELLANA: ECCO IL DOLCE CHE RACCONTA STORIA E TERRITORIO DELLA NOCCIOLA PIU’ PREGIATA DEL MONDO

Al CIS di Nola, Casolaro Hotellerie, il pastry chef Andrea Vitale firma una nuova interpretazione del dolce di San Giuseppe: un omaggio colto alla Nocciola di Avella, eccellenza agricola che ha dato il nome alla nocciola nel mondo.

a cura di Redazione

La zeppola di San Giuseppe è molto più di un dolce: è un rito collettivo che ogni anno accompagna la festa del 19 marzo con il profumo della pasta choux dorata, la crema pasticcera vellutata e l’immancabile amarena sciroppata. Ma proprio da questo simbolo della tradizione partenopea può nascere anche una riflessione gastronomica più ampia, capace di raccontare la storia di uno dei prodotti più identitari della Campania: la nocciola avellana.

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È questa l’idea che ha guidato il pastry chef Andrea Vitale durante il Festival delle Zeppole ospitato negli spazi di Casolaro Hotellerie al CIS di Nola, evento dedicato alle diverse interpretazioni del dolce di San Giuseppe. Un appuntamento che, tra dimostrazioni tecniche e degustazioni, ha trasformato la zeppola in terreno di ricerca pasticcera: dalla gestione della frittura alla costruzione delle creme, fino alla scelta delle materie prime e alla presentazione finale.

Maria Vittoria Casolaro e Andrea Vitale-Festival-delle-zeppole-Casoalro-hotellerie@Casolaro Hotellerie

In questo contesto nasce la Zeppola Avellana, una creazione che unisce innovazione e memoria gastronomica. L’impasto della classica zeppola è arricchito con pasta di nocciole, mentre la farcitura sostituisce la tradizionale crema pasticcera con una crema di ricotta di pecora, più delicata e aromatica. A completare il dolce una spolverata di zucchero a velo e nocciole intere che ne esaltano il carattere identitario.

Un dessert che diventa quasi un racconto storico. Non è un caso, infatti, che in spagnolo la nocciola si chiami avellana e in portoghese avelã: il nome deriva proprio dalla cittadina campana di Avella, che nei secoli ha dato il proprio toponimo al frutto. La stessa denominazione scientifica del nocciòlo comune, Corylus avellana, ne conserva la memoria.

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La fama della nocciola campana attraversa anche la storia dell’industria dolciaria europea. Alla fine dell’Ottocento, quando l’imprenditore austriaco Joseph Manner inventò a Vienna i celebri wafer, il gusto alla nocciola venne battezzato Neapolitaner. Il motivo era semplice: la nocciola coltivata tra Napoli e l’area avellinese, in particolare quella di Avella, era considerata la migliore d’Europa.

La Zeppola Avellana nasce proprio per celebrare questa tradizione agricola. “Il Festival delle Zeppole è un’occasione per rendere omaggio alla Festa di San Giuseppe attraverso un dolce iconico reinterpretato in diverse varianti – spiega Maria Vittoria Casolaro, responsabile della divisione eventi –. La vera novità è la Zeppola Avellana, pensata per valorizzare la nocciola di Avella, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per la sua storia e qualità”.

Il progetto è frutto di una collaborazione che unisce creatività e filiera produttiva. Da un lato il lavoro di Andrea Vitale, interprete di una pasticceria contemporanea capace di rileggere i sapori identitari; dall’altro il contributo dell’azienda Sodano, realtà campana con sede proprio ad Avella specializzata nella trasformazione della frutta secca e impegnata nella valorizzazione della nocciola locale.

Dietro questo ingrediente c’è un paesaggio agricolo che conserva ancora oggi un forte valore culturale. Tra Avella, Baiano, Sperone, Quadrelle, Sirignano e Mugnano del Cardinale, ai piedi delle colline del Mandamento Baianese, si estendono vasti noccioleti che scandiscono il ritmo delle stagioni. A fine estate, durante la raccolta, intere famiglie si ritrovano nei campi per un lavoro che è insieme fatica e tradizione.

Le cultivar più diffuse sono Mortarella e San Giovanni, entrambe apprezzate per la qualità del frutto racchiuso in un guscio compatto e aromatico, ingrediente prediletto da pasticcieri e gelatieri.

In questo contesto la Zeppola Avellana diventa più di una semplice variante di pasticceria. È un dolce che intreccia memoria e innovazione, capace di trasformare un simbolo della festa di San Giuseppe in un racconto gastronomico più ampio. Un piccolo gesto creativo che restituisce alla zeppola la sua dimensione più autentica: quella di un dolce popolare capace, ancora oggi, di raccontare un territorio e la sua storia.

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