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LO STUDIO DEI SUOLI COME CHIAVE INTERPRETATIVA DI GEWÜRZTRAMINER E PINOT NERO

Presentato a Milano da Martin Foradori Hofstätter, il progetto analizza le caratteristiche pedologiche e geologiche dei vigneti e le loro interazioni microclimatiche per una lettura puntuale dell’identità dei cru aziendali

Testo Giovanna Moldenhauer

Photo @ Tenuta J. Hofstätter, Peter Bender

Martin Foradori Hofstätter, in un incontro a Milano, ci ha presentato lo studio dalle più nascoste caratteristiche pedologiche e geologiche fino alle interazioni microclimatiche e geografiche, per comprendere e valorizzare al meglio l’identità unica di ogni singola vigna di Gewürztraminer e Pinot nero. Con l’occasione ci ha consegnato una sorta di lettera, firmata a quattro mani con il figlio Niklas, di cui riportiamo due passaggi che riteniamo salienti. Segue una breve descrizione di due suoi cru del vitigno bianco e altri due di quello rosso, assaggiati in occasione della presentazione

Quarant’anni dopo che Paolo Foradori ha introdotto la classificazione “Vigna” per la prima volta in Alto Adige, il figlio Martin ha deciso di andare – letteralmente – in “profondità” nello studiare i suoi vigenti storici.

J.Hofstätter_Herbst2024©peterbender

«I nostri vigneti a Termeno-Sella e Mazon – oggi due delle 86 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) introdotte in Alto Adige nel 2024 – figurano tra le zone più rinomate della regione. Potremmo adagiarci sull’eredità delle generazioni passate, ma non è nella nostra natura. La curiosità è la nostra forza: ci spinge a guardare oltre, mettere in discussione, esplorare e innovare. La “Vigna” è l’unica indicazione d’origine capace di esprimere in modo inequivocabile e autentico la provenienza di un vino da un singolo vigneto – afferma Martin -.  In collaborazione con GIR (Geo Identity Research), uno dei principali istituti di ricerca sul terroir, abbiamo sottoposto i nostri vigneti a un’analisi innovativa».

I risultati sono stati sorprendenti e aprono nuove prospettive anche a livello internazionale. Basta citare un dato: a Mazon (in copertina@J.Hofstätter) c’è una stratificazione unica che trae origine da un mare lagunare di 250 milioni di anni fa. Questa successione sedimentaria, un tempo terra di dinosauri, costituisce anche la base geologica su cui poggiano le Dolomiti.

Secondo le analisi, queste rocce ricche di scheletro accomunano, per le loro caratteristiche, Mazon ad alcuni dei più prestigiosi territori vitivinicoli al mondo, tra cui la Borgogna. Questa volta non lo dicono solo cinque ostinate generazioni della famiglia Foradori Hofstätter, lo dice la scienza. Ciò rende Mazon e il suo Pinot Nero unico in tutto il panorama dell’Alto Adige, ma anche a livello nazionale.

I dati interessanti non mancano nemmeno sulla sponda opposta della Valle dell’Adige, a Tramin-Söll (Termeno-Sella, in italiano) in cui la geologia si manifesta come una porta di accesso alle famose Dolomiti. Un ambiente geo-ecologico di confine in cui si fondono storie geologiche differenti, che hanno unito minerali di antichissime rocce, vulcaniche e metamorfiche, portati dai ghiacciai, con rocce dolomitiche locali e suoli più giovani.

Questa combinazione unica di elementi naturali dà origine a suoli in prevalenza sabbiosi, arricchiti dalla presenza di argille nobili che offrono un terreno ideale per la viticoltura del Gewürztraminer. Qui, a pochi metri di distanza dalla storica Vigna Kolbenhof, J. Hofstätter possiede un gioiello storico unico non solo per Söll/Sella ma per l’intera valle dell’Adige. Si tratta della Vigna Castel Rechtenthal, un antico conoide formato 32.000 anni fa dal rio Höllental e preservato dai ghiacci fino a 11.700 anni fa, che si erge ai piedi del Monte Roen, la cima più alta di Tramin -Termeno. È qui che nasce l’omonimo vino, un Gewürztraminer di nuova generazione per le sue caratteristiche fresche e fruttate, che Hofstätter ha da poco lanciato sul mercato.

«Siamo convinti che questo lavoro possa tracciare nuove vie per il futuro della viticoltura altoatesina – conclude il produttore di Termeno -. Un cambiamento che richiede coraggio – il coraggio di mettere in discussione schemi consolidati e di tornare all’essenza: il suolo e il microclima. Invece di adattare il vino a un’immagine ideale in cantina, noi lasciamo esprimere nei nostri vini il carattere del posto dove sono nati».

La degustazione

Per il Gewürztraminer proponiamo:

Vigna Castel Rechenthal Gewürztraminer Alto Adige DOC Riserva 2022 – Dopo la vendemmia manuale, in cantina dopo la fermentazione, affinamento e maturazione in acciaio inox con l’uso della tecnica del bâtonnage. Dopo un giallo dorato brillante, ha un naso intenso e aromatico, di litchi, petali di rosa, spezie dolci e un accenno di agrumi. Al palato ha struttura ed eleganza, in equilibrio tra freschezza e aromaticità, con un finale lungo e avvolgente.

Vigna Kolbenhof Gewürztraminer Alto Adige DOC Riserva 2022 – Dopo una vendemmia manuale, fermenta, affina e matura per 8 mesi sui lieviti, con la tecnica del bâtonnage. Dopo un colore giallo paglierino dai riflessi verdolini, ha un naso che profuma soprattutto di pesche ed albicocche, a cui si intrecciano a profumi esotici di l litchi, mango e frutto della passione. Al palato ha struttura e concentrazione, freschezza e aromaticità, un’assoluta eleganza, un’ottima persistenza.

Per il Pinot Nero proponiamo:

Barthenau Vigna Sant’Urbano

Barthenau Vigna S. Urbano Pinot Nero Alto Adige DOC Riserva 2022 – Dopo una vendemmia manuale, in cantina dopo una fermentazione in botti di cemento, matura tra barrique e cemento. Una volta imbottigliato riposa prima dell’uscita. Esordisce con un colore rosso rubino, poi al naso sfaccettato ha sentori di amarene e lamponi, un tocco floreale delicati, poi ha spezie dalla vaniglia al caffè, con un tocco di cioccolato. Al palato ha struttura ed eleganza, tannini equilibrati da freschezza, chiude molto persistente chiude su raffinate note speziate. Grande potenziale di invecchiamento.

Barthenau Vigna Herbsthöfl Pinot Nero

Barthenau Vigna Herbsthöfl Pinot Nero Riserva 2022 – Vinificato separatamente per la prima volta nel 2022, proviene dalla particella più alta e più fresca della tenuta Barthenau, situata tra i 430 e 460 metri, nel punto più settentrionale dell’altopiano. Dopo una vendemmia manuale, in cantina dopo una fermentazione in botti di cemento, matura tra barrique e cemento. Una volta imbottigliato riposa prima dell’uscita. Esordisce con un colore rosso rubino, poi al naso ha Intensi aromi di ciliegia e mirtilli, intriganti note di sottobosco, poi spezie dolci, arricchite da sfumature floreali. Al palato ha struttura e succosità, tannini fini, una freschezza quasi mentolata, un finale persistente con eleganza e armonia.

@Riproduzione riservata


Giovanna MOLDENHAUER

Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.

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