Testo e foto Alessandro De Bartolomeo
C’è un momento, a Marsala, in cui il giorno rallenta. Le pietre dorate del centro storico si scaldano di luce liquida, il vento del mare arriva come un sospiro e il tempo sembra disposto a farsi ascoltare. È in questo spazio sospeso che nasce «Il vino racconta», la mini‑rassegna letteraria che questo agosto trasforma il Museo del Vino in un luogo di incontro, memoria e suggestione. Un progetto pensato dai giornalisti Jana Cardinale alla direzione artistica, e Vincenzo Di Stefano al coordinamento, organizzato dal Comune di Marsala, che intreccia tre fili narrativi: la letteratura, il territorio, e l’identità enologica di una città che da secoli vive di luce, di mare e di vino. Se state pensando di organizzare un viaggio per vacanze, questa potrebbe essere una occasione propizia per raggiungere questo affascinante lembo di terra carico di storia millenaria ed immergersene.

Marsala, dove il vino diventa voce
In via XI Maggio, nel cuore pulsante della città, il Museo del Vino aprirà le sue porte ogni sera alle 19. Prima ancora che inizino gli incontri, dalle 18 alle 19, i visitatori potranno esplorare gratuitamente le sale del museo: un viaggio sensoriale tra botti antiche, etichette storiche, profumi di mosto e racconti di famiglie che hanno fatto del vino una forma d’arte. È qui che il vino diventa linguaggio, ponte tra passato e presente, chiave per leggere un territorio che ha sempre saputo trasformare la sua terra in cultura. Tre serate, tre autori, tre modi di raccontare la Sicilia. La rassegna si articola in tre appuntamenti, ognuno con un autore che porta con sé un pezzo di Mediterraneo: l’esordio è avvenuto il 5 agosto con Gaspare Grammatico, e il suo libro La mentalità del granchio. Un romanzo che scava nelle dinamiche umane, nei ritorni e nelle fughe, nelle identità che si muovono come creature di scoglio: lente, ostinate, profondamente siciliane. Il prossimo appuntamento il 22 agosto con Roberto Puglisi ed il suo: Amare vuol dire non perdersi mai. Una riflessione sul sentimento come bussola, come radice che tiene insieme le persone e i luoghi, anche quando la vita sembra spingerci lontano. Infine l’ultimo incontro il 26 agosto con Gaetano Savatteri e Salvatore Picone, ed il loro In Sicilia con Andrea Camilleri Un viaggio nella Sicilia camilleriana, tra ironia, memoria e paesaggi che profumano di mare, carrubi e storie da raccontare. Ogni incontro diventa cosi un invito a guardare la Sicilia attraverso occhi diversi, ma sempre con la stessa lente: quella della narrazione che accoglie, che unisce, che restituisce identità.

La degustazione: il territorio nel bicchiere
A conclusione delle presentazioni, il pubblico verrà accolto da una degustazione di vini delle cantine marsalesi che hanno aderito all’iniziativa: Marino Abate, Baglio Oro, Pietro Pulizzi. È un momento che va oltre il semplice assaggio: è un rito collettivo, un modo per sentire la voce della terra. Ogni sorso racconta una storia diversa — la sapidità del mare, la forza del sole, la pazienza delle vigne. È il vino che diventa racconto, proprio come suggerisce il titolo dell’evento. «La rassegna – spiega Jana Cardinale – nasce con l’obiettivo di coniugare letteratura, territorio e promozione dell’identità enologica di Marsala». Un’idea semplice e potente: trasformare il Museo del Vino in un luogo vivo, dove il pubblico non è solo spettatore ma parte di un dialogo che attraversa libri, giornalismo, tradizioni e paesaggi. L’assessore alla Cultura Enrico La Sala sottolinea la volontà di offrire ai cittadini e ai viaggiatori un percorso culturale che arricchisca l’estate marsalese, facendo del vino un filo conduttore di esperienze e identità. La rassegna nasce in sinergia con la Biblioteca comunale di Marsala, nell’ambito del progetto «Città che legge», e utilizza i fondi dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali destinati alla promozione della lettura. Un modo per rafforzare la rete culturale cittadina e intrecciare libri e territorio in un’unica narrazione. Partner della kermesse è una famosa libreria di Marsala.
Perché “Il vino racconta” è un appuntamento da vivere
Per chi viaggia, per chi ama la Sicilia, per chi cerca esperienze autentiche, questa rassegna è molto più di tre incontri letterari. È un’occasione per: scoprire Marsala attraverso le sue voci più sincere, vivere un museo come luogo di relazione e non solo di esposizione, degustare vini che parlano di storia e di paesaggio, immergersi in una Sicilia che non si mostra, ma si racconta. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare da un territorio che ha ancora molto da dire. Ma è anche un invito, a godersi in maniera slow tutto il territorio comunale di Marsala ad altissima densità archeologica, frutto delle varie dominazioni che nel corso dei secoli si sono avvicendate su questo lembo di Sicilia occidentale con il suo Parco Archeologico inserito nell’area cittadina, la vicina isoletta di Mothia con le sue vestigie fenicie, l’hinterland delle saline e la riserva naturale dello Stagnone patria degli amanti del Kitesurf che giungono da tutto il mondo per lasciarsi trasportare dai venti che soffiano tesi e potenti tutto l’anno, e dagli angoli meno battuti di Marsala e del suo rapporto con il vino e con le sue tante cantine segno di operosità secolare nel campo del “nettare degli dei”.
Come raggiungerla: in aereo tramite l’aeroporto “Vincenzo Florio” a pochi chilometri di distanza; in auto da Palermo: A29 direzione Trapani e poi Strada Provinciale 21.
(In copertina, lo Stagnone e le Saline, Marsala@A. De Bartolomeo)

Alessandro DE BARTOLOMEO











