Testo e Foto Liliana Savioli
Ultimamente ho ricevuto parecchi vini da degustare e adesso vi racconto i due che regalerei a qualche mio amico e che, se avete amici simili ai miei, vi consiglio di donare.

A quel personaggio che è un intenditore, che ama molto i vini internazionali, specialmente i Bordeaux, che distingue la qualità e capisce quanto lavoro c’è dietro una bottiglia di vino regalerei PUPA’ (che significa Papà). Un Merlot in purezza da viti vecchie più di 80 anni. In terreno da cui nasce, la parte alta delle Grave del Friuli, è sabbioso ma con molti sassi. La latitudine è la stessa di Bordeaux, il terreno simile, la vicinanza dal mare più o meno uguale, la vinificazione attenta e rigorosa. Insomma tutti gli elementi sono a favore di un grande rosso dotato di corpo ed eleganza.
Questo vino è molto amato sia dalla sua produttrice che dall’enologa che ha contribuito alla sua creazione. Vincenza Folgheretti crede molto nelle potenzialità di questo Merlot e gli fa svolgere la malolattica in barrique nelle quali affina 24 mesi. Il 2021 è stata veramente un’ottima annata, molto equilibrata. Ed è l’equilibrio la punta di diamante di questo vino.
Un Merlot equilibrato? Si, Pupà lo è, ed è di un rosso rubino intenso che gira allegramente nel bicchiere, ci regala sentori di liquirizia, erbe officinali, menta, frutti rossi, rose Bourbon. Un naso ammaliante. Il divertente è quando lo si assaggia. E’ allegro, scorrevole ma persistente, lungo ma croccante. Io l’ho abbinato ad un risotto con i fegatini di pollo e ci stava che era una meraviglia.Ho deciso, lo regalerei volentieri a una mia amica trentina, grande esperta di vini, ex insegnante di tedesco. Avete anche voi qualcuno di simile a cui fare un regalo di Natale?

E a quel personaggio astemio che viene sempre con noi e che rimane sempre a bocca asciutta cosa gli regalo? Ecco che provvidenzialmente mi hanno inviato da testare, assieme ad altre, una bottiglia di Zeromax, una bevanda analcolica addizionata di anidride carbonica. Ma lui, questa volta è un lui, essendo astemio non conosce il significato di questa descrizione.
L’azienda crede fortemente in questo tipo di vitigni talmente tanto da aver convertito tutta l’azienda ai PIWI diventando un punto di riferimento. Leggiadri i sentori di frutta fresca con pera e mela in evidenza ma poi arrivano anche dei fiorellini. Mi ha ricordato una giornata di primavera, in campagna, in serenità. Al palato è simpatico e si fa bere con piacere. Insomma per un amico astemio sicuramente è un regalo azzeccato, se poi aggiungete del formaggio asiago fresco da abbinare secondo me fate un figurone. Avete anche voi qualcuno di simile a cui fare un regalo di Natale? Intanto buon Natale a tutti!
NB. Il presente articolo rappresenta solo una libera e bonaria iniziativa su personale degustazione, senza alcuna finalità pubblicitaria.
Liliana SAVIOLI
Giornalista, Padovana DOC, Sommelier, esperto degustatore internazionale e docente, fa parte dell’Associazione ACAUD in qualità di sensorialista. Cavaliere della Vitovska e Ambasciatrice del Festival Internazionale delle Malvasia di Portorose. Partecipa regolarmente alle commissioni per la determinazione delle DOC E DOCG del FVG. Collaborazione con Riviste di settore anche come delegata regionale del FVG.












