di CG
Vizi di Mare è molto più di un ristorante di pesce ad Aversa, in provincia di Napoli. E’ un ristorante che ha saputo fare della distanza dall’acqua la propria forza.
È un luogo dove la passione per la cucina di mare si sposa con l’innovazione e la tradizione, per un viaggio sensoriale ricco di sapori e storie. Fondato da Luca Lipoma, imprenditore napoletano classe ’82 insieme a sua moglie, il ristorante si presenta non solo come un locale dagli interni curati e di design ma, soprattutto, come un punto di incontro tra tradizione e innovazione gastronomica. Con una proposta qualitativa e originale, Luca, sua moglie e il loro giovane staff dimostrano che anche lontano dal mare si può respirare l’essenza del mare stesso.

La passione per i viaggi e la voglia condivisa per la scoperta delle tipicità locali e delle tradizioni hanno condotto Luca e la moglie a esplorare le meraviglie culinarie del mondo, in particolare quelle legate ai frutti di mare.
La loro avventura gastronomica ha preso forma in Francia, dove si sono innamorati delle ostriche e delle diverse varietà che caratterizzano le coste francesi.
Da questo viaggio, è sorta l’idea di portare nella loro cucina il meglio della tradizione marittima e delle esperienze di viaggio, facendosi interpreti di un racconto che abbraccia non solo il pesce fresco, ma anche i crudi di mare. Vizi di Mare è il risultato di una sfida audace: trasmettere la cultura del mare in un contesto dove il mare stesso non è presente.

La filosofia del ristorante ruota attorno a tre pilastri fondamentali: la spesa, il racconto e la qualità. Luca ed il suo team pongono una particolare attenzione alla selezione degli ingredienti, privilegiando sempre il pescato fresco e di stagione. Ma non si tratta solo di servire piatti di alta qualità; ogni portata è accompagnata da una storia, un racconto che celebra il mare e le sue tradizioni. In questo modo, il cliente non è solo un fruitore di cibo, ma diventa parte di un’esperienza che va oltre il semplice atto di mangiare.
Un aspetto degno di nota è la filosofia di “cucina senza scarti”. Più che un concetto, il ristorante è impegnato a valorizzare ogni parte del pesce, creando piatti d’autore che, pur richiamando la tradizione, si distaccano dal consueto. Tra le proposte più singolari troviamo il “Soffritto di mare”, che rappresenta una rivisitazione creativa del classico soffritto napoletano, in una versione marinara che sorprende e conquista il palato.
Non mancano poi omaggi ai piatti simbolo delle cucine di mare di altre nazioni. La “Sole meunière” (in copertina è con pesce San Pietro@TWM) preparata rigorosamente secondo le tecniche francesi, è un tributo ai sapori autentici che rendono omaggio alla tradizione gastronomica d’Oltralpe. Queste influenze internazionali contribuiscono a creare un menu variegato e accattivante, che riflette la familiarità di Luca e del suo staff con diverse culture culinarie.
All’interno del ristorante, la gioventù e l’entusiasmo dei membri dello staff si fanno sentire. Il giovane chef Antonio Rossi, dotato di talento e creatività, lavora incessantemente per proporre nuove idee, mentre in sala Antimo Iavarone, un ragazzo classe 2005, accoglie gli ospiti con calore e professionalità. Entrambi rappresentano il futuro della ristorazione, incarnando l’innovazione e la passione per la cucina di qualità. Ogni nuova proposta culinaria è un’opportunità di confronto, studio e ricerca, un approccio virtuoso cui il patron Luca tiene in prima persona.
Proseguendo nell’esperienza gastronomica offerta dal ristorante, si nota l’attenzione riservata alla cantina. Nei sotterranei, tra le mura di tufo, si trova una selezione ampia di etichette, non solo italiane ma provenienti da tutto il mondo.

Qui, Luca ha creato una zona top secret, dove conserva gelosamente vecchie annate di vini, una piccola eredità che desidera trasmettere ai ragazzi dello staff. Questa cura per il vino è evidente anche negli abbinamenti proposti: un esempio è il Franciacorta Rosè dosaggio zero Colline della Stella- Andrea Arici, un eccellente vino che si sposa perfettamente con i piatti di pesce, esaltandone i sapori attraverso un profilo ampio e complesso.
La conclusione di un pasto non può prescindere da un dolce; qui il classico tiramisù viene riproposto in una versione multisensoriale che riesce a sorprendere anche i più scettici, come me. Gli ingredienti tradizionali vengono reinterpretati in un gioco di consistenze e sapori, trasformando un dessert noto in un’esperienza inaspettata.




























