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PRAESENTIA, “MAESTRI E MARGHERITE DALL’ANTICHITÀ AL PRESEPE”: GRAN FINALE AL MUSEO MADRE DI NAPOLI

Dal 7 aprile al 7 dicembre, “Praesentia, gusto di Campania. Divina”, progetto promosso da Regione Campania e Agenzia Campania Turismo, ha attraversato la regione in otto tappe dedicate alle sue eccellenze. L’ultima tappa al Museo MADRE di Napoli celebra l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano Patrimonio UNESCO, con showcooking stellati, degustazioni, vini, birre e dolci tradizionali, restituendo il racconto contemporaneo di una Campania che si esprime attraverso ciò che crea, custodisce e tramanda.

Redazione

Praesentia al gran finale

Napoli si prepara a vivere il gran finale di “Praesentia, gusto di Campania. Divina”, il progetto promosso da Regione Campania e Agenzia Campania Turismo che dal 7 aprile scorso ha attraversato la Campania raccontando i suoi luoghi più iconici, i sapori e le tradizioni più autentiche. Il 7 dicembre, al Museo MADRE, l’evento “Maestri e margherite dall’antichità al presepe chiude l’ottavo e ultimo capitolo del percorso, in concomitanza con la celebrazione degli otto anni del riconoscimento UNESCO all’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, Patrimonio Immateriale dell’Umanità dal 7 dicembre 2017. L’appuntamento anticipa inoltre la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità, in attesa della pronuncia del Comitato UNESCO a New Delhi, dall’8 al 13 dicembre.

Madre_cortile internophoto courtesy@Agenzia Campania Turismo

Il Museo MADRE: palcoscenico d’eccezione tra arte, gusto e tradizione

Il Museo MADRE, cuore pulsante dell’arte contemporanea napoletana, si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per la tappa finale di Praesentia. Tra architettura innovativa e spazi espositivi avvolgenti, le sale dialogheranno con la città, accogliendo ospiti e pubblico in un percorso che intreccerà showcooking, talk, degustazioni e momenti musicali. In questa cornice, l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, sarà celebrata attraverso gusto, tradizione e narrazione territoriale, trasformando ogni esperienza in memoria viva e identità condivisa.

Saluti istituzionali e dialogo tra cultura e territorio

Il gran finale del 7 dicembre sarà aperto da un dialogo con le istituzioni e i protagonisti culturali del progetto. Interverranno: Elisabetta Moro, docente dell’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e curatrice scientifica di Praesentia; Felice Casucci, Assessore al Turismo della Regione Campania; Rosanna Romano, Direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, Commissario dell’Agenzia Campania Turismo; Eva Elisa Fabbris, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee / Museo MADRE di Napoli; Ciro Adinolfi, direttore Agenzia Campania Turismo.

PIZZA NAPOLETANA, photo courtesy@Agenzia Campania Turismo

Il talk con Marino Niola: tra pizza, antropologia e identità culturale

Il cuore pulsante dell’analisi culturale troverà espressione nel talk “Maestri e margherite dall’antichità al presepe”, guidato da Marino Niola. L’antropologo di fama internazionale, saggista, ordinario di Antropologia culturale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e direttore del MedEatResearch, Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea, esplorerà il ruolo della pizza come fenomeno culturale globale e come solido simbolo di comunità. Niola offrirà una lettura che attraversa memoria, antropologia e gusto, descrivendo l’Arte del pizzaiuolo napoletano come un archivio vivente che conserva gesti, ricette e saperi. Le sue parole metteranno in luce la capacità della pizza di custodire identità territoriali e memorie collettive, trasformandosi in un potente motore culturale capace di generare innovazione e continuità tra tradizione e futuro.

Visioni, patrimoni, comunità: ospiti speciali in scena

La giornata accoglierà protagonisti che rappresentano l’anima culturale e identitaria della pizza e della gastronomia italiana. Saliranno sul palco i promotori della candidatura dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano a Patrimonio UNESCO: Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniverdeAntonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN)Gianluca Pirro, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN). I loro interventi offriranno un affresco di visioni, impegno e progettualità che accompagneranno il pubblico dentro la storia della pizza come patrimonio vivente.

Accanto a loro, tra gli special guest, sarà presente la giornalista Elena Postelnicu, presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia, che porterà lo sguardo dell’informazione internazionale sulle filiere del gusto campano. Il contributo del territorio prenderà forma attraverso i social guestVincenzo Porzio, Responsabile comunicazione della Cooperativa La Paranza e Direttore del Museo Diocesano Diffuso, e Antimo Caputo (Mulino Caputo), che offriranno testimonianze capaci di intrecciare cultura, artigianato, comunità e memoria gastronomica. I loro racconti accompagneranno il pubblico in un viaggio tra luoghi, tradizioni e pratiche quotidiane che renderanno viva la trama identitaria della Campania.

Showcooking e degustazioni

Luciano Pignataro, giornalista e scrittore, guiderà il pubblico in uno showcooking dove sapienza, creatività e memoria del territorio si fonderanno in un unico racconto. Sul palcoscenico dei Maestri della pizza saliranno gli chef ambassador Enzo Coccia e Roberta Esposito, veri custodi di storie, gesti e tradizioni che hanno attraversato i secoli e continuano a vivere in ogni impasto.

Enzo Coccia, anima de La Notizia a Napoli, presenta due creazioni che raccontano la sua città. La prima è il battilocchio natalizio, fritto con scarola e baccalà: un piccolo scrigno a mezza luna, il cui nome affonda le radici nel Dizionario Dialettale Napoletano di Antonio Altamura (1956) e richiama, attraverso i secoli, il francese battant l’œil, la cuffia che cade sugli occhi. Accanto, la Margherita classica incarna il canone sacro della tradizione partenopea.

Roberta Esposito, de La Contrada di Aversa, accende i riflettori sulla Mastunicola, riconosciuta come la madre ancestrale di tutte le pizze. A completare il racconto, la sua Margherita bruciata con i bordi marcati e la cottura veloce, manifesta il dialogo ininterrotto tra passato e presente, trasformando ogni morso in una profonda esperienza sensoriale che celebra la storia secolare della pizza napoletana.

Birra e progetti sociali

La birra Cape ‘e fierro Strong Lager, di Birrificio Kbirr (Torre del Greco, Fabio Ditto), accompagnerà le pizze, con le etichette ideate da artisti come Roxy in the Box, Luca Carnevale, Alessandro Flaminio e il collettivo Cuoredinapoli, evocando l’anima urbana di Napoli e il suo patrimonio culturale condiviso. Il progetto coinvolge anche realtà sociali significative come l’Associazione “La Casa dei Cristallini” per le attività educative nel Rione Sanità.

Intermezzo vegetale: contorni partenopei

La tradizione napoletana dei contorni trova voce con Peppe D’Addio (Dolce&Salato), che presenterà il broccolo friariello di Napoli e il peperone ‘mbuttunat, piatti capaci di evocare la convivialità e la profondità dei sapori locali, espressione dell’identità culinaria della regione.

I vini e le eccellenze del territorio

Il Gragnano Ottouve della Penisola Sorrentina DOC, di Salvatore Martusciello e Gilda Guida, accompagnerà le pizze e i piatti della tradizione napoletana, esprimendo il terroir campano con vigne nei Campi Flegrei, Agro Aversano e Penisola Sorrentina. La degustazione, presentata dalla giornalista enogastronomica Monica Piscitelli, evidenzierà l’eleganza di un rosso radicato nella storia e nella cultura della città.

Dolci della tradizione, caffè solidale e liquore del territorio

Il percorso sensoriale si chiude con l’alta pasticceria di Antonio Petricelli (Pasticceria Primavera, ai Vergini) che presenterà il raffiolo a cassata, dolce natalizio ricco di crema di ricotta, pan di Spagna e glassa, mentre Peppe D’Addio svelerà i segreti degli struffoli, palline di farina e miele decorate con canditi, simbolo del Natale napoletano. Il caffè de Le Lazzarelle, proveniente dalla Casa Circondariale di Pozzuoli, chiude la sequenza gastronomica, insieme al liquore agli agrumi del Giardino Torre del Real Bosco di Capodimonte, dove oltre 600 piante tra agrumi, frutti e ortaggi restituiscono alla città un patrimonio botanico unico.

Musica e convivialità

A suggello emotivo della giornata, il concerto Promenade a Sud, con Matteo Mauriello e Marianita Carfora, intreccia melodie della canzone napoletana classica e popolare, riarrangiate da grandi maestri come Roberto De Simone e dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, trasformando ogni nota in un ponte sonoro tra storia, identità e presente.

Praesentia, un viaggio regale nel cuore del gusto mediterraneo

Un mosaico di saperi e sapori nei luoghi iconici della Campania. È alla Reggia di Portici che Praesentia ha scelto di aprire, il 7 aprile 2025, il suo percorso attraverso le eccellenze culturali e gastronomiche della Campania: un debutto regale, sospeso tra storia e suggestione. L’appuntamento inaugurale, dal titolo evocativo “I segreti della dieta mediterranea”, ha acceso i riflettori sulla “triade mediterranea – cereali, vino e olio EVO – pilastri millenari della nostra identità alimentare e simboli riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Tra show cooking stellati, narrazioni colte, musica dal vivo e degustazioni, il pubblico ha vissuto un percorso sensoriale immersivo, componendo un quadro armonico delle eccellenze, della storia e dell’identità enogastronomica della regione, dove il passato ha dialogato con il presente in un intreccio di sapori, memoria e cultura. Dalla monumentalità borbonica di Portici, il ciclo ha poi preso il largo in un vero e proprio itinerario del gusto, attraversando luoghi-simbolo e vocazioni territoriali. Il 12 maggio, al Museo Campano di Capua, “La Regina Bianca” ha celebrato l’eccellenza lattiero-casearia per antonomasia: la mozzarella. Il 9 giugno, al Museo Diocesano di Salerno, “Alici nel paese delle meraviglie” ha guidato il pubblico nel mondo delle tradizioni ittiche, mentre il 30 giugno, nei suggestivi Campi Flegrei, “Dove si coltiva il mare” ha intrecciato pesca, ricerca e innovazione. Il viaggio è proseguito il 28 luglio al Palazzo Abbaziale di Loreto, a Montevergine, con “Il nettare di Bacco”, tributo alla ricchezza vitivinicola campana; e l’8 settembre, nella solennità della Certosa di San Lorenzo a Padula, “I cibi dell’anima” si è esplorato il rapporto profondo tra spiritualità e tradizione culinaria. A chiudere il cerchio dell’autunno, il 27 ottobre a Sant’Agata de’ Goti, “Il pomo della concordia” ha raccontato la storia e le virtù della mela annurca. Il viaggio culmina il 7 dicembre a Napoli, dove l’ultima tappa, ospitata al Museo MADRE, “Maestri e margherite” rende omaggio all’Arte del pizzaiuolo napoletano, riconosciuta nel 2017 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. È un ultimo capitolo che diventa racconto corale, un rito di sapori, memorie e creatività che abbraccia Napoli e la sua energia antica, un approdo che restituisce la visione completa di una regione che continua a raccontarsi attraverso ciò che produce, ciò che custodisce e ciò che tramanda: un patrimonio gastronomico che si fa cultura viva.

In copertina (Museo Madre, cavallo di Troia, Mimmo Palladino, photo courtesy@Agenzia Campania Turismo)

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