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STRADA DEL VINO SOAVE, LA TRADIZIONE CHE CONQUISTA A SUON DI SOPPRESSA, PAN BISCOTTO E SOAVE !

Al via la prima edizione della manifestazione "Soave e Sopressa – Un viaggio nei sapori della tradizione veronese"  organizzata dalla Strada del Vino Soave. Un evento con protagonisti indiscussi i produttori locali con sopresse artigianali, vino, olio, pane e sottaceti realizzati con ricette spesso tramandate da generazioni.

di Liliana Savioli

Vuoi farmi felice? Procurami dell’ottimo pan biscotto duro e della buona sopressa e vado in visibilio, se poi ci abbini anche un Soave maturo e ben panciuto allora hai fatto centro.

Quando ho ricevuto la mail da Ada Sinigaglia che mi invitava alla prima edizione della manifestazione Soave e Sopressa – Un viaggio nei sapori della tradizione veronese  organizzata dalla Strada del Vino Soave non ho potuto non accettare. Ma cominciamo a fare le debite distinzioni e chiarire cosa è il pan biscotto, poi entrare nel mondo delle sopresse per finire nei meandri del Soave.

Dicasi pan biscotto un pane che ha subito una seconda cottura a bassa temperatura e pertanto diventa biscottato. Ci sono due scuole di pensiero per utilizzi diversi. Il pan biscotto duro, quello preferito da me, ideale come accompagnamento ai salumi e il pan biscotto friabile utilizzabile principalmente al mattino con il caffelatte. E’ un prodotto nato dal riciclo. Il pane avanzato veniva messo nel forno ancora caldo, ma spento, e ci rimaneva fino alla mattina successiva. E’ un prodotto fatto per durare, per essere portato nei campi, per far merenda, da dare a sgranocchiare ai bambini mentre crescono i dentini.

Ho ricordi stupendi del pan biscotto e continuo a cercarlo e a mangiarlo. Si trova solo in Veneto purtroppo e molto spesso recupero solo quello friabile. Mia madre di 97 anni fa colazione solo con pan biscotto e caffelatte tanto per farvi un esempio.

Ed eccoci con la sopressa. La regina degli insaccati veneti. La suo patria è la provincia di Vicenza, in particolare la zona del Pasubio con la sua famosissima sagra ma è un insaccato che viene prodotto in tutto il Veneto e anche in Friuli Venezia Giulia. E’ il più grande degli insaccati e ha bisogno di una lenta maturazione. Può essere condito con aglio o meno ma di sicuro il vino ci deve essere per mantenerla morbida.

Ci sono sopresse che arrivano a pesare anche 5/6 chilogrammi e che per essere pronte non gli bastano i 6 mesi canonici ma si parla di anni, di lenti affinamenti in cantine buie e con la giusta umidità. Ottima con il panbiscotto ma anche con la polenta abbrustolita bella bollente. Anzi il massimo, per me, è una fetta di polenta grigliata sulla stufa economica e quando la fatto la crosticina appoggiarci sopra la sopressa per pochi secondi, che prenda  una scaldatina. Una delizia.

speck e soppresse@L.Savioli

Arriviamo al Soave. Siamo in provincia di Verona nelle vicinanze del lago di Garda. Un vino, non un vitigno. Il vitigno predominante per la produzione del Soave è la garganega, solitamente al 70%, con l’integrazione di trebbiano o chardonnay. Un vino bianco di gran beva che però riesce a donare delle sensazioni decisamente particolari se prodotto nella zona Classica nelle colline di Soave e quelle di Monteforte d’Alpone.

torta reciotina,@L.Savioli

Zone vulcaniche che regalano longevità e profondità a un vino altrimenti smilzo e nervosetto. Che dire se non che al Ristorante Tregnago 1908 di Montecchia di Crosara (VR) ci siamo proprio divertiti. L’evento ha coinvolto i presenti in un’esplorazione sensoriale, dove i protagonisti indiscussi sono stati i produttori locali con sopresse artigianali, vino, olio, pane e sottaceti realizzati con ricette spesso tramandate da generazioni. Dimenticavo la giardiniera prodotta dalla Gastronomia Damoli di San Bonifacio (Vr) che ben ha “sgrassato” i salumi presenti. Ma prima di questo ben di Dio abbiamo avuto il piacere di essere ospiti di Marco Tessari un fornaio, come lui si definisce, che in quel di Brognolino, frazione di Monteforte d’Alpone, continua la storia di famiglia anche portando a casa, ogni mattina, il pane a più di 100 famiglie.

Una tradizione sicuramente antieconomica  che continua per soddisfare le esigenze di una comunità di amici e parenti e che fa parte ormai della sua generosa vita. Continuando con la generosità Marco ci ha svelato i segreti della sua torta Reciotina. Ottima da intingere nel Recioto di Soave. Vi lascio i nominativi dei produttori di salumi presenti alla manifestazione. Non so dirvi quale ho preferito. Erano tutti di altissima qualità.

Agriturismo Al Bosco di Colognola ai Colli (Vr), Agriturismo La Part di San Zeno di Montagna (Vr), Azienda Agricola Fasoli di Illasi (Vr), Caseificio La Casara Roncolato di Roncà (Vr), Macelleria del contadino di Montecchia di Crosara (Vr), Macelleria Giuliatti di Arcole (Vr). Mentre le cantine che ci hanno deliziato con i loro vini erano Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara (Vr), Corte Moschina di Roncà (Vr), Cantina di Soave (Vr), Vicentini Agostino di Colognola ai Colli (Vr) e Tenuta Sant’Antonio LEGGI ANCHE: TENUTA SANT’ANTONIO, DA SOGNO A PROGETTO DI SUCCESSO

Non so darvi indicazioni tecniche, ero troppo impegnata a degustare quelle goduriose soppresse.

@Riproduzione riservata


Liliana SAVIOLI

Giornalista, Padovana DOC, Sommelier, esperto degustatore internazionale e docente, fa parte dell’Associazione ACAUD  in qualità di sensorialista. Cavaliere della Vitovska e Ambasciatrice del Festival Internazionale delle Malvasia di Portorose. Partecipa regolarmente alle commissioni per la determinazione delle DOC E DOCG del FVG. Collaborazione con Riviste di settore anche come delegata regionale del FVG.

 

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