Giovanna MOLDENHAUER
Photo@Leonardo Bussoletti
Conosciamo da diversi anni Leonardo Bussoletti, un uomo capace di trasformare il suo sogno in realtà, con la scelta di diventare vignaiolo spinto da una passione viscerale per il Ciliegiolo. Ora in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, presenta SPECO, una nuova etichetta che prende nome e ispirazione dal Sacro Speco di Narni e dal miracolo francescano dell’acqua trasformata in vino.
L’idea di SPECO nasce da un incontro tra Leonardo Bussoletti e Marco Caprai, legati da tempo da amicizia e dalla collaborazione delle loro aziende sul territorio, che restano affascinati da questa storia poco nota tanto da crearne un progetto ad hoc che parla di territorio e di cultura.

Questo vino, in edizione limitata, nasce proprio nei vigneti vicini al Sacro Speco di Narni, luogo di ritiro di San Francesco d’Assisi, dove avvenne il miracolo del 1213, quando l’acqua venne trasformata in vino per dare sollievo al Santo durante la sua malattia.

Classificato come Ciliegiolo di Narni Igt 2024, dalla varietà in purezza, le cui uve sono raccolte a mano su terreni composti da argille bianche e calcare, a 350 metri di altitudine. La sua vinificazione è a chicco intero, seguita da un affinamento di 12 mesi in tonneaux e 4 mesi in bottiglia, con un potenziale di affinamento di oltre 10 anni. Ho il colore tipico di questa varietà, poi al naso ha profumi intensi di frutta rossa e note speziate, per poi essere già al palato entusiasmante per la freschezza, con tannini già morbidi, una buona lunghezza e facilità di beva.
Il progetto grafico è ispirato al doppio affresco che racconta questo episodio nella cappella dell’eremo e ne reinterpreta i segni fondamentali – l’elmo con il quale veniva sollevata l’acqua dal pozzo, l’ampolla in cui si trasformò il vino, lo speco (la fessura nella roccia) e San Francesco – in un linguaggio iconico, essenziale e contemporaneo. L’etichetta infatti si accende di colore e lamina oro per un progetto di forte identità, in equilibrio tra memoria, materia e visione.
La prima release è di 1.000 bottiglie formato 0,75 L (50 euro) e 100 bottiglie (120 euro) in formato magnum.
Come accennavamo prima nel sommario, quella di Leonardo è stata una scelta legata al Ciliegiolo e al suo territorio d’elezione. Così con l’aiuto dell’amico Federico Curtaz – valdostano trasferitosi in Sicilia sull’Etna – inizia nel 2008 la sua avventura come vignaiolo a san Gemini in provincia di Terni, e dopo soli dieci anni i suoi vini sono stati reputati tra i più rappresentativi del Terroir dell’Umbria.
La nuova cantina di San Gemini, finita nel mese di ottobre 2018 ha accolto le uve delle vigne che Bussoletti coltiva nelle diverse aree dislocate tra Narni, San Gemini, Penna in Teverina ed Alviano, in provincia di Terni, tutte classificate come Igt Narni.
Con l’arrivo di Francesco Bordini come “spalla in cantina e in vigna” Leonardo ha percorso ancora più in profondità la strada del biologico – con una Vitivinicultura Biologica Certificata sui suoi 9 ettari – interpretando il Ciliegiolo in più modi, senza tralasciare il Grechetto, il Trebbiano Spoletino e la Malvasia, confermandosi negli anni come un ottimo interprete della viticoltura umbra.
(In copertina, vigneti@Leonardo Bussoletti)












