Redazione
La transizione climatica passa dalle città. Le prime 26 metropoli al mondo concentrano il 58% delle emissioni globali di CO2. Il dato emerge dall’elaborazione 2026 di Resolglass, brand che punta a intercettare la domanda di soluzioni architettoniche ad alte prestazioni energetiche, su base della ricerca internazionale “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress and Targets in 167 Cities Worldwide” della Sun Yat-sen University.
Il primato globale spetta alla cinese Handan con 200 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annue, seguita da Shanghai (188 Mt), Suzhou (152 Mt) e Dalian (142 Mt). In ambito europeo il livello più elevato si registra a Mosca (138 Mt), seguita da Istanbul (88 Mt) e San Pietroburgo (54 Mt).
Nel contesto europeo, secondo i dati della Sun Yat-sen University, Torino si colloca al settimo posto con 19 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti annue, risultando la città italiana con il maggiore impatto emissivo. Seguono Bologna (6,9 Mt) e Piacenza (1,2 Mt).
Accanto ai dati assoluti della Sun Yat-sen University, l’elaborazione Resolglass ha poi integrato indicatori ambientali come le medie annuali di PM10, PM2,5 e NO2, evidenziando una forte concentrazione dell’impatto emissivo nei grandi agglomerati urbani del Nord.
In una scala sintetica da 1 a 10 eleborata da Resolglass andando ad aggregare più indicatori ambientali, Torino precede Milano e Palermo, seguite da Napoli e da diversi centri lombardi (Lodi, Monza, Cremona, Bergamo, Brescia). Roma e Firenze non rientrano nella top-15 della graduatoria.
Il tema, tuttavia, non è solo la classifica, ma la struttura delle emissioni. Nell’Unione europea gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni complessive di CO2.
Secondo le analisi richiamate da Resolglass, il raddoppio del tasso di riqualificazione del patrimonio edilizio potrebbe generare una riduzione fino al 14% delle emissioni urbane, pari a circa 68,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
«La transizione climatica si decide nelle città. Intervenire sull’efficienza del costruito significa incidere in modo strutturale sulle emissioni urbane» osserva Enrico Scozzari, ceo del Gruppo Resolfin.
La leva principale è l’involucro edilizio: facciate ad alte prestazioni, sistemi vetrati evoluti, contenimento delle dispersioni e riduzione dei ponti termici. «Un patrimonio edilizio energivoro espone al rischio di progressiva svalutazione in un contesto normativo europeo sempre più stringente» conclude Enrico Scozzari, facendo riferimento alla direttiva EPBD e agli obiettivi di neutralità climatica 2050.










