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CONSORZIO TUTELA MORELLINO DI SCANSANO: TERRITORIO, VISIONE E CONFRONTO

Al centro di Rosso Morellino 2025 due giorni di incontri, degustazioni e nuovi progetti per raccontare l’identità del Sangiovese della costa, tra passato, presente e futuro della denominazione

Testo e foto di Andrea Li Calzi

Durante l’incoming dedicato a Rosso Morellino 2025, promosso ed organizzato dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano, abbiamo potuto apprezzare l’identità di un vino toscano che oggi più che mai non teme confronti. Quest’ultimo è pronto a conquistare importanti fette di mercato, nazionali ed estere, ancor più di quanto abbia già fatto negli ultimi trent’anni.

Il sangiovese è un’uva nobile tra le più apprezzate del Bel Paese, e in provincia di Grosseto – dove viene chiamato Morellino – assume tonalità e sfumature del tutto proprie.

I motivi sono tanti: la vicinanza strategica con il Mar Tirreno, lo stesso che bagna la bella costa toscana in prossimità dell’Argentario, la presenza di aree verdi quali ad esempio il Parco dell’Uccellina, Collelungo; quest’ultime facenti parti del Parco Naturale della Maremma Toscana. Sono solo alcune delle motivazioni per cui il Morellino di Scansano, DOC istituita nel 1978 e promossa DOCG nel 2006, dispensa profumi ammalianti, ariosi, un colore vivace e talvolta ipnotico, ed una digeribilità – riferita alla beva – coinvolgente e soprattutto attuale.

Parco dell’Uccellina@A.Li Calzi

Sempre più mercati, negli ultimi anni, richiedono vini rossi con tali caratteristiche; da bere – perché no – anche freschi, in abbinamento a piatti di pesce impreziositi dalla presenza del pomodoro più buono al mondo. Quello italiano, s’intende.

La rotondità del Morellino, unita ad un tannino quasi mai incisivo aiutano in tal senso, ivi compresa la freschezza del sorso e una sapidità sempre commisurata al peso del vino.

Rosso Morellino 2025

Il Morellino di Scansano, soprattutto oggi, è il frutto di una visione comune dei produttori e di una ricerca della qualità che lo rendono sempre più apprezzato a 360°.

InGravel e Consorzio Tutela Morellino di Scansano@A.Li Calzi

Questa è la tesi emersa in occasione dell’incoming dedicato ai giornalisti di settore, che hanno potuto apprezzare le peculiarità del territorio facendo visita ad alcuni luoghi iconici tra i quali: Porto Santo Stefano, Talamone, Cala di Forno; il Parco dell’Uccellina e Collelungo all’interno del Parco Naturale della Maremma Toscana.

Porto Santo Stefano@A.Li Calzi

“Rosso Morellino è molto più di un evento promozionale” – afferma Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio –” è un’occasione di ascolto e confronto, un’esperienza viva all’interno della denominazione per comprenderne tutti i caratteri che si ritrovano poi nei nostri vini. Il Morellino di Scansano infatti è frutto di una visione condivisa tra i produttori e di un impegno concreto nella ricerca costante della qualità; è un vino di struttura e carattere, contraddistinto al tempo stesso da morbidi tannini e da una nota sapida che gli donano una sorprendente freschezza”.

Tramonto su Porto Santo Stefano@A.Li Calzi

“Condividere dunque ciò che siamo oggi, e ciò che stiamo diventando consolida il nostro percorso di riconoscibilità e ci permette di lavorare molto bene nei mercati italiani e di aprire numerosi canali internazionali”.

La strada percorsa da questa nota denominazione toscana, guidata dall’omonimo consorzio è lunga e costellata di successi.

Talmone@A.Li Calzi

Tante cose sono già state fatte, ad esempio la menzione “Annata” e “Riserva”, tante altre sono attualmente al vaglio delle autorità competenti; alludo alla nuova dicitura “Superiore”. Si tratta di un importante passaggio normativo e simbolico, che avvalora ancora di più il posizionamento qualitativo del Morellino di Scansano, ed è sinonimo di una sempre maggiore selezione, cura e rispetto nella produzione vitivinicola dei soci.

Cala di Forno@A.Li Calzi

“In un contesto mondiale che resta complesso e in continuo cambiamento, il nostro auspicio è quello di continuare a crescere con coerenza e visione, rimanendo fedeli alla nostra matrice territoriale ma capaci di parlare un linguaggio contemporaneo. La forza del Morellino sta proprio in questa sintesi: essere rispettoso della tradizione, profondamente identitario e, al contempo, in grado di dialogare con il mondo” – conclude Bernardo Guicciardini Calamai.

InGravel

Il Consorzio Morellino di Scansano abbraccia anche il mondo del cicloturismo grazie alla rinnovata collaborazione con InGravel, evento organizzato da Andrea Gurayev e Werner Peruzzo di Saturia Bike che il 13 e 14 settembre porterà sulle strade bianche della Maremma numerosi appassionati di gravel bike.

E-bike, Gravel nel Parco Naturale della Maremma Toscana@A.Li Calzi

Percorsi cicloturistici, degustazioni in vigna e soste tra i borghi renderanno anche quest’anno l’esperienza immersiva e autentica, coniugando sport, paesaggio e cultura del vino.

Consorzio Tutela Morellino di Scansano

La denominazione Morellino di Scansano, oltre a custodire le peculiarità del cosiddetto Sangiovese della costa toscana, è testimone di un territorio dedito alla viticoltura fin dal tempo degli Etruschi.

Panorama, Magliano in Toscana@A.Li Calzi

Ancora oggi è in grado di trasmettere un messaggio di tradizione e cultura mediante i vini prodotti. Il Consorzio omonimo nasce nel 1992 e si impegna a promuovere e tutelare l’opera di 217 associati, oltre 90 dei quali con almeno una propria etichetta di Morellino di Scansano sul mercato. Una vera e propria comunità che ha l’onore, e l’onore, di valorizzare le qualità distintive del suddetto vino, espressione del suo territorio d’origine.

Vigneti del Morellino di Scansano@A.Li Calzi

Gli ettari vitati totali sono circa 1.500, di cui possiamo stimare il 30% coltivati in regime di agricoltura biologica. Il nome Morellino si ispira ai cavalli Morelli, celebri per il loro manto scuro e la loro energia; gli stessi che trainavano le carrozze degli ufficiali diretti a Scansano durante l’estate. Il disciplinare prevede l’utilizzo di almeno l’85% di uve sangiovese mentre il restante 15% è costituito da uve a bacca nera tipiche della regione Toscana. Viene dunque riservata molta attenzione alle varietà autoctone. La produzione media annua, salvo annate particolari, si attesta tra i 9.5-10 milioni di bottiglie. In tema di mercati possiamo stimare 70-75% Italia e un 25-30% estero.

La storia del Morellino

I ritrovamenti archeologici a Scansano e nella valle dell’Albegna testimoniano l’importanza della viticoltura per gli etruschi. Tra i reperti più significativi, orci di terracotta del V secolo a.C. con semi di vite e statuette bronzee raffiguranti vendemmiatori, rinvenuti presso le località Usi e Ghiaccio Forte.

Con la conquista romana di quest’ultima, nel 280 a.C., l’agricoltura crebbe grazie alle colonie romane. Il successivo crollo dell’Impero segnò un periodo di crisi anche per il Morellino che, pur tuttavia, conservò un certo vantaggio grazie all’estatatura. Trattasi di un fenomeno di migrazione estiva delle popolazioni di Grosseto verso le colline di Scansano; una pratica che garantiva vitalità economica e un maggiore commercio rispetto ad altre aree della Maremma.

Mura Magliano in Toscana@A.Li Calzi

Attorno al XVIII secolo, sotto Pietro Leopoldo I di Lorena, arrivarono famiglie benestanti che attirarono nuovi investimenti, contribuendo al rilancio del territorio. Durante i mesi estivi, da giugno a ottobre, gli uffici pubblici di Grosseto si trasferivano a Scansano per sfuggire alla malaria, trasformando la cittadina in una vivace capitale estiva. Questo periodo portò un’ondata di sviluppo: Scansano prosperò, diventando un centro dinamico grazie alla viticoltura, alle attività estrattive e al commercio.

Il territorio di produzione

Il Morellino di Scansano rappresenta in tutto e per tutto la nota Maremma Toscana, un territorio ancora parzialmente incontaminato che si estende dal Mar Tirreno alle colline del Monte Amiata. Vi è grande varietà di terreni e una chiara influenza data dal mare e dalle colline circostanti, ivi comprese importantissime escursioni termiche ideali per esaltare gli aromi delle uve e garantire la salubrità dei grappoli, grazie anche alle brezze costanti.

Vista dalle mura di Centro storico Magliano in Toscana@A.Li Calzi

La zona di produzione copre circa 65.000 ettari nella parte più a sud della Toscana, di cui 1.500 destinati a vigneti, comprendendo Scansano e parti di altri sei comuni della provincia di Grosseto: Magliano in Toscana, Manciano, Grosseto, Campagnatico, Roccalbegna e Semproniano. La temperatura media annuale è di circa 15°C, con estati calde che raggiungono massime di 38-39°C e inverni piuttosto miti, segnati da giornate che raramente scendono sotto lo zero.

Riguardo la geologia del territorio troviamo nella parte occidentale rilievi arenacei con suoli a tessitura franco-sabbiosa, o franco-limosa, e reazione sub-acida o alcalina. Nella parte orientale, caratterizzata da formazioni calcaree e argillo-scistose, i suoli sono a tessitura franco-argillosa o franco-limosa e di reazione alcalina. I terreni, spesso poco profondi e con substrato roccioso affiorante, creano difficoltà di lavorazione ma offrono condizioni ideali per la produzione di vini di qualità.

I vini che ci hanno maggiormente colpito

Boschetto di montiano – Morellino di Scansano Per Bene 2022: naso floreale tra la violetta e la zagara, frutti rossi e resina; palato succoso e sapido. Lungo.

Roccapesta – Morellino di Scansano 2022: geranio selvatico e ciliegia matura, amaretto, financo cosmesi. Teso, verticale, succoso, frutto dolce ma spigliato. Molto buono.

Terenzi – Morellino di Scansano Riserva Madrechiesa 2022: mediterraneo al 100%, dunque un profluvio di sentori quali ginepro, lentisco, mora selvatica e liquirizia; tannini percettibili, media sapidità e una buona progressione.

Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano – Morellino di Scansano Roggiano 2023: un bel mix tra refoli balsamici e la macchia mediterranea che emerge mediante ossigenazione; frutti di bosco carnosi. Alcol ben gestito, pienezza gustativa e una lunga scia sapida in chiusura. Buonissimo.

Morellino di Scansano, la degustazione@A.Li Calzi

Santa Lucia – Morellino di Scansano A’ Luciano 2024: frutti rossi acerbi, violetta e pepe nero e un flebile accento vegetale, corteccia. Freschezza spinta ai massimi e una digeribilità da manuale. Gran bel vino.

Santa Lucia – Morellino di Scansano Tore del Moro 2022: mora selvatica e lentisco, geranio e spezie orientali; terriccio umido in chiusura. Un vino penetrante, sapido, che conserva la grazia di una ballerina.

Santa Lucia – Morellino di Scansano Tore del Moro Riserva 2020: naso elegante, appena sussurrato. Viene fuori l’alloro, tipico del sangiovese, financo la pesca matura e un ricordo di pietra frantumata. Riempie il palato senza prevaricare l’essenza del Morellino. Vuole imprimere un ricordo di complessità e piacevolezza.

Tenuta Pietramora – Morellino di Scansano Brumaio 2023: cosmesi e frutti di bosco maturi, spezie fine e caramella alla liquirizia. Sapidità in linea con la freschezza, medio corpo. Alcol ben gestito. Buono.

Conte Guicciardini – Morellino di Scansano Carbonile 2023: dapprima suggestioni erbacee di pepe verde, cardamomo e ribes rosso acerbo; con lenta ossigenazione acquista spessore in senso buono. Idem al palato, dove non risparmia colpi: teso, sapido e di medio corpo.

Val delle Rose – Morellino di Scansano Rosamante 2023: respiro dolce, toni di cosmesi, amaretto e ciliegia matura; mandorla glassata in chiusura. Di contro ritrovo un palato energico, succoso e slanciato. Notevole.

Mantellassi – Morellino di Scansano Mentore 2023: timbro erbaceo e di erbe officinali; a contatto con l’ossigeno affiora la dolcezza della ciliegia che ritorna anche in bocca, dove ritrovo un vino rotondo e sapido.

Morellino di Scansano, la degustazione@A.Li Calzi

Fattoria le Pupille – Morellino di Scansano 2024: fa dell’eleganza e austerità il suo tratto distintivo, tra spezie orientali, frutti rossi e cosmesi; naso davvero intrigante. Succoso e dal ritmo quasi sincopato. Lunghissimo. Tra i più buoni dell’intera batteria.

Fattoria le Pupille – Morellino di Scansano Pian di Fiora 2023: mi ha davvero colpito per via della sua grazia, del suo respiro in levare che pian piano acquista complessità. Spezie orientali e cosmesi, liquirizia e scorza di arancia rossa sanguinella. Lungo, penetrante ma con sobrietà e disinvoltura. Se non il più buono, sale di diritto sopra il podio.

Podere Poggio Bestiale – Morellino di Scansano Capofalco 2023: frutti rossi maturi, tra cui ciliegia e ribes, caramella alla violetta; con opportuna ossigenazione grafite e pepe nero. Timbro incisivo mai privo di grazia e una buona digeribilità. Alcol ben gestito. Buonissimo.

Provveditore – Morellino di Scansano Irio 2024: respiro in levare, si apre pian piano. Nell’ordine: mora e lampone, sbuffi balsamici e una chiusura tutta incentrata sull’incenso/grafite. Evolve nel bicchiere. Anche in bocca la complessità non manca, grazie ad una lunga scia sapida e un timbro piuttosto incisivo pur tuttavia slanciato.

(In copertina, calice rosso Morellino@A.Li Calzi)

@Riproduzione riservata


Andrea LI CALZI

Sommelier Ais dal 2011, in tandem con Danila Atzeni, fotografa professionista e sua compagna, autrice, tra l’altro, degli scatti dei suoi articoli, è un grande appassionato per la materia tanto cara a Dio Bacco ed ama la purezza delle materie prime in cucina: proprio l’attività tra i fornelli l’ha fatto avvicinare al mondo del vino attorno al 2000.
Dopo svariati master di approfondimento sui più importanti territori vitivinicoli al mondo, nel 2021  ha ricevuto il 33° Premio Giornalistico del Roero. Scorre il nebbiolo nelle sue vene, vitigno che ha approfondito in maniera maniacale, ma ciò che ama di più in assoluto è scardinare i luoghi comuni che gravitano attorno al mondo del vino. Collabora, altresì, anche con altre note riviste di settore.

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