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MALTRATTAMENTO, SEVIZIE O ABBANDONO DI ANIMALI, IL SENATO APPROVA DDL CHE INASPRISCE LE PENE: FINO A 4 ANNI DI CARCERE E 60MILA EURO DI MULTA

La nuova legislazione introduce un’importante revisione della normativa penale inerente la tutela degli animali, non più limitata al “sentimento per gli animali”, ma estesa direttamente agli animali come esseri senzienti. Un'evoluzione culturale e giuridica che si riflette nell’inasprimento delle sanzioni per i crimini a loro danno.

a cura di CG

La settimana scorsa è stato pubblicato in G.U. il decreto infrastrutture (DL 73/2025), recante la nuova legge sui reati contro gli animali. Il Senato, infatti, ha approvato per alzata di mano il disegno di legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”.

Tale provvedimento, già ratificato dalla Camera dei Deputati, rappresenta un traguardo significativo nella lotta contro i reati perpetrati ai danni degli animali, evidenziando un crescente desiderio di maggiore tutela e un impegno civico per il benessere animale.

Cosa Prevede la Nuova Legge

La nuova legislazione introduce un’importante revisione della normativa penale inerente la tutela degli animali, estendendo le protezioni non solo agli animali domestici, ma anche aumentando le pene per chi commette atti di maltrattamento, sevizie o abbandono.

Composta da 15 articoli, la nuova legislazione stabilisce norme rigorose, tra cui il divieto di tenere cani e gatti a catena, l’interdizione ai combattimenti fra animali e alle corse clandestine. Chi verrà colto in flagranza di reati gravi potrà affrontare pene di detenzione fino a quattro anni.

cane legato con catena, foto di MAC231 da Pixabay

Analisi in dettaglio degli Articoli

L’articolo 1 modifica il titolo del IX-bis CP, cambiando radicalmente l’approccio giuridico: la tutela non si limita più al “sentimento per gli animali”, ma si estende direttamente agli animali come esseri senzienti. Questa evoluzione segna un cambio di paradigma culturale e giuridico, riflettendosi nell’inasprimento delle sanzioni per i crimini a loro danno.

L’articolo 2 prevede un incremento delle sanzioni pecuniarie per coloro che organizzano eventi o spettacoli che comportano sevizie sugli animali. L’articolo 3, inoltre, aumenta da due a quattro anni di reclusione la pena per l’organizzazione di combattimenti illegali tra animali, introducendo aggravanti in presenza di minori o armi, così come nel caso di diffusioni online (articolo 4).

Le uccisioni e i maltrattamenti di animali vengono puniti con severità maggiore.

L’articolo 5 modifica gli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale, imponendo pene fino a quattro anni per chi provoca la morte di un animale con crudeltà, e sanzioni più severe per l’uso di sevizie prolungate.

La legge introduce anche un articolato sistema di sequestro e confisca per gli animali coinvolti in atti criminosi. L’articolo 6 definisce modalità di affidamento definitivo degli animali sequestrati a associazioni autorizzate, con cauzioni adeguate e procedure correttive in caso di cucciolate.

Divieto di Abbattimento e Sanzioni per Traffici Illeciti

In una mossa significativa, il testo vieta l’abbattimento o l’alienazione degli animali durante indagini penali, garantendo loro protezione fino alla sentenza definitiva (articolo 7). Le misure di prevenzione riguarderanno anche i recidivi, applicando normative similari al codice antimafia.

cane legato recluso in canile@foto di PublicDomainPictures da Pixabay

In aggiunta, l’articolo 9 prevede pene più severe per il traffico illecito di animali da compagnia, con multe e revoca di autorizzazioni nel caso di violazioni ripetute. L’articolo 10 introduce il divieto di tenere cani e animali d’affezione legati a catene, salvo specifici gravi motivi debitamente certificati da organi competenti.

Ulteriori modifiche riguardano l’identificazione e registrazione degli animali (articolo 11) e il coordinamento delle forze di polizia (articolo 12), culminando in un inasprimento delle pene per la cattura e la detenzione illegale di animali selvatici (articoli 13 e 14). Infine, l’articolo 15 sancisce il divieto di commercializzare pelli e pellicce di gatti domestici.

Punti Chiave della Legge

L’aspetto centrale di questo provvedimento è il riconoscimento degli animali come soggetti di diritto, ponendo l’accento sulla loro tutela diretta. Le nuove misure perseguono una stretta sui maltrattamenti, prevedendo pene più severe per tali reati. L’aumento delle multe e delle pene detentive per gli organizzatori di eventi cruenti è un chiaro segno di un cambiamento nel nostro approccio alla protezione degli animali.

La legge rappresenta un passo avanti significativo nella tutela degli animali, posizionandoli meritatamente al centro dell’attenzione giuridica e sociale. E, soprattutto, un invito ad una riflessione profonda sui diritti degli animali e sul nostro dovere di proteggerli e rispettarli.

(In copertina, cane in un canile@foto di Csaba Nagy da Pixabay)

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