Travel Wine Magazine

Cerca

“PANE, AMMORE E TARANTELLA”, AD AVELLA TRE GIORNI DI EVOCAZIONI, SAPORI E MUSICA POPOLARE

Da Venerdi 26 a Domenica 28 Settembre, ad Avella, in provincia di Avellino, si svolgerà la sagra dei sapori e delle antiche tradizioni popolari, con oltre 70 stand enogastronomici e un programma ricco di appuntamenti, musica e .artisti di strada. Non è solo una festa, ma l'occasione per viaggio nel tempo nella "Malifera Abella” di Virgilio.

a cura di CG

Dal 26 al 28 settembre, Avella, incantevole cittadina situata in provincia di Avellino, torna a vivere tre giorni di autentica magia con il festival “Pane, Ammore e Tarantella”. Dopo cinque anni di attesa, il cuore pulsante della tradizione si riaccende, promettendo una celebrazione che unisce musica, sapori e la vivace partecipazione della comunità. Fin dal 2011, questo evento ha fatto brillare Avella come un faro di cultura, gusto e patrimonio popolare, e ora sono pronti a ballare insieme!

Oltre 70 stand enogastronomici, pronti a deliziare i  sensi con le specialità culinarie locali e un programma ricco di appuntamenti offre l’opportunità di immergersi nel passato e nel presente di questa terra storica. Sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese e grazie alla dedicata Pro loco Clanis, il festival si trasformerà in un grande palcoscenico all’aperto, dove le strade e le piazze del centro storico ospiteranno eventi che coinvolgeranno tutte le generazioni.

È tempo di ritrovarsi ed emozionarsi – afferma il direttore artistico Roberto D’Agnese –. Dopo anni di attesa, Pane, Ammore e Tarantella torna a illuminare Avella: sarà un’edizione speciale, capace di unire generazioni e di raccontare l’essenza più autentica della nostra terra. Pane, Ammore e Tarantella non è soltanto una festa: è un simbolo di comunità, un patrimonio di tradizione popolare e, soprattutto, un esempio di come un evento possa trasformarsi in una vera occasione di sviluppo per le aree interne, rafforzando il legame tra identità e futuro”.

Ma Avella non è solo un luogo dove festeggiare; è un territorio intriso di storia e cultura.

Situata nel bacino superiore del fiume Clanio, è stata sin dalla preistoria un importante crocevia di civiltà. I resti di insediamenti antichi, risalenti al paleolitico superiore, ci raccontano di una presenza umana che si è consolidata nei secoli. Avella è stata un insediamento osco, etrusco e sannitico, diventando infine parte della civiltà romana nel 399 a.C. La sua storia è resa epica anche dall’Eneide, dove viene celebrato il coraggio della città schieratasi a fianco di Turno contro Enea.

Castello_di_Avella@Wikipedia

Al centro della Campania Felix, Avella è sempre stata un territorio fecondo, come riportato dal sommo Virgilio che la denominò “Malifera Abella“, cioè terra ricca di mele ed altri frutti e da Silio Italico, Strabone e Tito Livio che pure ne decantarono i prodotti della terra, specialmente le nocciole.  Abella, il suo nome antico, deriverebbe infatti proprio dalla pregiata nux abellana, la nocciola tanto presente in zona di cui parla anche Plinio il Vecchio.

E mentre il festival prende vita, sarà impossibile non lasciarsi affascinare dalle bellezze architettoniche di Avella. L’anfiteatro romano, il secondo per importanza dopo quello di Pompei, le tombe gentilizie romane e il Castello normanno sono solo alcune delle meravigliose testimonianze di un passato illustre. E, poi, c’è il Cippus abellanus, custodito al Museo diocesano di Nola, dove si narra del famoso Santuario di Ercole, crocevia mitico di tutte le genti dell’antichità e fonte di aspre contese… ma questa è un’altra storia che racconteremo presto.

Anfiteatro_romano_di_Avella@Wikipedia

Ogni angolo di Avella racconta una storia. Le strade acciottolate, adornate da antiche lapidi in lingua osca e romana, narrano storie dimenticate, mentre il celebre mosaico di Edipo, oggi al Museo Nazionale di Napoli, rappresenta un legame tangibile con il glorioso passato della città. Le sue belle chiese, molte costruite su antichi templi dorici, invitano a riscoprire la spiritualità che ha attraversato i millenni.

Questo festival che non è solo una festa, ma un’occasione per viaggio nel tempo, un ponte tra passato e futuro.

 

Il Programma

Venerdì 26 settembre , apertura degli stand, laboratori per bambini e famiglie, e soprattutto tanta musica. Dal palco arriveranno le note di Edea, Relmi Bros, Carlo Faiello, Manià e Nadia Pepe mentre le vie del borgo saranno animate dai ritmi itineranti dei Rosamarina e da dj set.

Sabato 27 settembre , dalla mattina si potrà partecipare ai laboratori dedicati alle api e alla creatività dei più piccoli, assistere a show cooking e masterclass e al concerto di Battista Band e prendere parte a momenti culturali pensati per valorizzare il territorio. La sera il festival si accenderà con i concerti di Barabba Blues, VascoVer, Tarantemici, Cantautorando e A Paranza do Tramuntan, insieme alla musica itinerante dei Pagoanda.

Domenica 28 settembre, oltre laboratori e musica fin dal mattino, il concerto dei Piccimondo Folk e djset di Elia Sordillo, nel pomeriggio la lezione di Tarantella Montemaranese, che farà danzare piazze e vicoli. In serata il gran finale con i live di Sonà Trio, Ichnusa Blues Rock Band, Odissea Popolare, Leggermente a Sud, dj set e l’energia itinerante delle Voci del Sud.

Per tutte le tre serate ci saranno artisti di strada, che con la loro creatività renderanno ancora più coinvolgente l’atmosfera del centro storico.

News

Attualità

I nostri sponsor

I nostri partner