Giovanna MOLDENHAUER
Photo @ Ruello Campacci
L’imprenditore Luigi Frascino spinto dal desiderio di costruire un’azienda agricola, motivato al tempo stesso dalla sua passione per la Toscana e i suoi vini rossi ha scelto, nel 2016, di acquisire a Castelnuovo Berardenga la proprietà di Boschetto Campacci, allora abbandonata dalla precedente proprietà. A motivarlo ulteriormente è stata la lettura di una perizia estimativa del 1878 stilata su Podere Santa Caterina, nome precedente della tenuta, in cui si riteneva che le uve lì ottenute erano particolarmente adatte alla produzione di vini di qualità.
Luigi al suo arrivo a Boschetto Campacci trovò nei terreni già impiantati 3 ettari di vecchi impianti a Sangiovese, dall’età dai 30 a 60 anni, a cui sono stati affiancati poco dopo altri 8 di nuovi impianti, grazie all’ampliamento della superficie vitata. Parallelamente avviò, con la consulenza enologica di Riccardo Cotarella e di Pier Paolo Chiasso, un percorso di studio, investimenti e attenzione al territorio, facendo realizzare una cantina per la vinificazione delle uve.

In questo scritto che si ricollega all’articolo, uscito su questo stesso magazine il 29 maggio 2026, scegliamo di approfondire in particolare il vino top di gamma Ruello Chianti Classico, delle quattro annate che abbiamo degustato, dove è passato dal millesimo 2021 da Riserva a Gran Selezione.
Concordiamo con il commento di Riccardo Cotarella “Con Luigi Frascino – ha sottolineato l’enologo – si è creato fin dall’inizio un rapporto speciale, fondato non solo sulla condivisione tecnica, ma soprattutto su una visione comune del vino e del territorio. In questo progetto abbiamo voluto costruire vini contemporanei ma profondamente legati alla Toscana e al territorio del Chianti: vini eleganti, leggibili, dinamici, capaci di esprimere freschezza, identità e bevibilità, senza mai perdere autenticità”.
La degustazione dalle annate 2019 e 2020 Riserva alla 2021 e 2022 Gran Selezione
Ruello Chianti Classico Riserva 2019 e 2020 – Ottenuto da solo Sangiovese, vigne di più di 30 anni d’età, su terreni con elevata presenza di galestro, argilliti e sabbie, i cui suoli sono molto ricchi di elementi fossili e minerali. Una combinazione che permette di ottenere un vino di grande equilibrio, dalla trama tannica morbida.
La 2019 dopo una primavera piovosa, umida, equilibrata da un’estate calda, ma senza eccessi, ha avuto un autunno dall’ottimo clima, situazione che nel suo complesso ha permesso la perfetta maturazione dei grappoli. I vini di questa annata sono destinati a lunghi invecchiamenti.
L’annata 2020 invece ha dato uve che hanno permesso di ottenere vini di struttura e al tempo stesso di grande equilibrio. Da grappoli selezionati dopo la vendemmia, in cantina dopo la fermentazione alcolica in acciaio segue la malolattica tra tonneaux di rovere francese e ungherese di primo passaggio, dove poi matura per i successivi 24 mesi. L’affinamento in bottiglia è di altri 9.
Nel calice si presentano di un colore rosso rubino, con unghia aranciata, poi al naso hanno profumi di frutta rossa come ciliegia, mora, prugna, accompagnati da fiori come violetta, da spezie dolci con un accenno balsamico più evidente nella 2019, tabacco toscano, tracce di sottobosco autunnale, con a chiudere una nota balsamica. Al palato hanno una struttura armonica, tannini rotondi e vellutati, sostenuti da freschezza, poi sono sapidi, eleganti, con un finale lungo. In degustazione sono quindi legati dal fil rouge di provenire dalla stessa vigna, dall’attenta vinificazione di Riccardo Cotarella.
Ruello Chianti Classico Gran Selezione 2021 e 2022 – Ottenuto anche qui da solo Sangiovese per entrambe le annate, la stessa vinificazione, hanno un colore rosso rubino, seguiti al naso dalle note fruttate di frutta rossa come ciliegia, mora, prugna, accompagnato da fiori come la violetta, da spezie dolci, tracce di sottobosco. Al palato la struttura di entrambi è armonica, con tannini succosi, rotondi e vellutati, sono sostenuti da un’acidità fresca e vibrante, una bella sapidità, con un finale lungo.
Senza dubbio in questa verticale spiccano la bella nota acida e quella salina, che consentono e consentiranno a queste annate di Ruello Chianti Classico di avere una lunga longevità.












