di Giovanna Moldenhauer
Cantina Valle Isarco, fondata nel 1961 da 24 famiglie, è la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige. I 135 soci coltivano 150 ettari di vigneti siti in 11 Comuni, da Bolzano fino a Sud di Bressanone, dove le cui vigne partono dai 500 metri di Chiusa per salire sino a quota 1000 metri di altitudine, frequentemente con pendenze molto ripide che arrivano fino al 60%. Per far crescere ancora di più la qualità della sua viticoltura e quindi dei suoi vini, ha scelto cinque anni fa di stabilire una collaborazione con Riccardo Cotarella.
Dopo un commento di Cotarella, proseguiamo con una presentazione del contesto territoriale e del suo microclima, per poi passare alla degustazione di tre vini di punta della linea Aristos tra Kerner, Sylvaner e Pinot Nero

«Non posso dire cosa ho dato io alla Valle Isarco, sicuramente a me questa esperienza sta dando molto. In nessun’altra realtà cooperativa ho trovato una sintonia tra soci e cantina come quella che c’è qui, così come la voglia di fare sempre di più e meglio», racconta Cotarella. Proseguendo con un suo parere sulle etichette della cantina «sono vini che hanno nel Dna tutte le caratteristiche ricercate oggi dai consumatori, ossia equilibrio, gentilezza e carattere. Kerner e Sylvaner sono vitigni diversamente autoctoni per Cantina Valle Isarco perché, nonostante non siano nati qui, è in questa valle che hanno trovato una delle loro migliori espressioni, grazie a una viticoltura precisa e puntuale, condizioni climatiche favorevoli e alla predisposizione dei contadini altoatesini a puntare sempre all’eccellenza. Ho anche tenuto a battesimo il Pinot Noir Aristos, un unicum nel suo genere, prova d’autore che dimostra come la Valle Isarco possa interpretare in modo molto convincente il vino più da intenditori che ci sia», conclude Cotarella. In cantina è affiancato dall’enologo resident Stephan Donà.
La Valle Isarco offre senza dubbio uno dei paesaggi naturali più suggestivi dell’Alto Adige, per le sue maestose montagne, gli antichi masi, oltre a castelli, monasteri. Lasciando correre lo sguardo si trovano villaggi, magnifici castagneti e tanti vigneti terrazzati, con i loro ordinati muriccioli in pietra. La gente è abituata a lavorare terreni prevalentemente scoscesi, mantenendo e curando, fino a 1000 metri di altitudine, appezzamenti anche di minuscole dimensioni. È appunto, e soprattutto, questo loro attaccamento che suscita rispetto e mantiene vivo l’attaccamento nei confronti di una natura assolutamente unica.

«Siamo una realtà composta da 135 famiglie che abitano tutte in valle Isarco, tra Bolzano e Bressanone, e che coltivano le loro vigne al 90% in famiglia, senza dipendenti – spiega il direttore generale Armin Gratl –Ciascuna famiglia possiede un proprio maso circondato in media da circa un ettaro di vigna, curato e lavorato totalmente dalla famiglia. Possiamo parlare di viticoltura eroica perché la valle Isarco si caratterizza per un terreno molto ripido, con una vallata molto stretta, e con la presenza a fondo valle del fiume Isarco, dell’autostrada e della strada statale e dei binari del treno».
Le condizioni climatiche ideali, l’alta qualità delle uve e l’esemplare lavorazione hanno reso oggi i bianchi della Cantina Produttori Valle Isarco fra i vini più rinomati dell‘Alto Adige.
Il particolare microclima, caratterizzato da calde giornate estive e rigide notti nel periodo della vendemmia, assicura vini freschi, fruttati e ricchi di contenuto minerale. «Beneficiamo della notevole escursione termica fra giorno e notte – continua Gratl – dovuta alla vicinanza delle montagne, delle scarse piogge e dell’importante quantità di ore di sole nel corso dell’anno. Condizioni atipiche per un territorio alpino da cui la viticoltura trae grande beneficio».
La degustazione
Kerner Alto Adige Valle Isarco Doc 2023 – 14% vol. – Dal vitigno originato da un incrocio tra Schiava e Riesling, coltivato tra 800 e 950 metri d’altitudine, terreni alluvionali, poveri, ricchi di scheletro e poco profondi. Le uve sono raccolte esclusivamente a mano, poi in cantina dopo un breve tempo di contatto con le bucce, segue la pigiatura delicata, la fermentazione a temperatura controllata e la maturazione per 10 mesi sulle fecce nobili in parte in botti d’acciaio e in parte in botti grandi. Dopo un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, apre al naso con un timbro aromatico, fruttato di pesca, seguito da note erbacee di menta, un accenno speziato, per chiudere con un accenno di idrocarburo. Al palato ha una struttura piena, è sapido, fresco che lo porta a richiamare un altro sorso, già di buona lunghezza e con nel retrogusto un sentore speziato con nota moscata.
Sylvaner Alto Adige Valle Isarco Doc 2023 – 13,5% vol. – Dal vitigno coltivato tra 550 e 700 metri d’altitudine, terreni alluvionali ghiaiosi, poco profondi e ricchi di scheletro, le cui uve sono raccolte esclusivamente a mano. Per la vinificazione dopo un breve tempo di contatto con le bucce, segue la pigiatura delicata. La fermentazione a temperatura controllata e la maturazione per 10 mesi sulle fecce nobili avviene in parte in botti d’acciaio e in parte in botti grandi. Dopo un colore giallo paglierino luminoso, ha profumi fruttati con sentore di pesca e mela verde, seguite da erbe di montagna ed agrumi. Al palato ha un’eleganza decisa, è decisamente fresco, poi sapido, con un finale persistente, dal retrogusto di agrume. robusto, con toni aciduli marcatamente vivaci, finale persistente.
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Giovanna MOLDENHAUER
Giornalista professionista dal 1994, vive e lavora a Milano. Esperta in arredamento e arte della tavola, è Sommelier AIS. Il coinvolgimento con il mondo del cibo e degli chef è stata una conseguenza naturale. Scrive di vino e di cibo, nonché di turismo di settore.
Nel tempo, come soleva dire Veronelli, ha camminato le vigne, visitato territori alla scoperta delle loro peculiarità che rendono unica la nostra Italia. Pregresse collaborazioni con Riviste di settore nazionali, realizza, su richiesta, articoli “taylor made” anche per il web divenuto via via più dinamico. Partecipa come giurato a degustazioni, panel e fiere enologiche.











