Dormire in una fortezza medievale, in un convento rinascimentale o in un palazzo affacciato su paesaggi naturali intatti. In Spagna non è un privilegio per pochi, ma il risultato di una strategia turistica pubblica lunga quasi un secolo. Paradores de Turismo de España è la rete alberghiera statale che ha fatto dell’ospitalità storica un modello internazionale.
Il progetto è stato presentato ieri sera a Napoli, nel suggestivo scenario di Palazzo Belvedere, nel quartiere collinare del Vomero, affacciato sul panorama del Golfo di Napoli. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con Turespaña e con l’Ambasciata di Spagna in Italia, ha illustrato al pubblico italiano una delle esperienze di viaggio più affascinanti della penisola iberica: soggiornare dentro la storia.

Un modello unico di ospitalità culturale
I Paradores rappresentano un caso quasi unico nel panorama turistico europeo. La rete conta oggi 99 strutture in Spagna e una in Portogallo, distribuite tra città d’arte, parchi naturali e località di straordinario valore paesaggistico.
Molti hotel sorgono in edifici monumentali recuperati: castelli medievali, monasteri, conventi, palazzi nobiliari o fortezze che raccontano secoli di storia spagnola. L’architettura originaria convive con comfort contemporanei, trasformando il soggiorno in un’esperienza culturale completa. Non si tratta semplicemente di hotel, ma di veri presìdi culturali dove paesaggio, storia e gastronomia locale diventano parte integrante del viaggio.

Una storia iniziata oltre un secolo fa
L’idea nacque nei primi anni del Novecento per modernizzare l’offerta turistica spagnola. Nel 1910 il governo avviò un progetto per creare strutture ricettive in aree di grande valore paesaggistico ma prive di infrastrutture. L’iniziativa fu promossa dal marchese Benino de la Vega-Inclán, figura chiave della politica turistica dell’epoca.
La rete fu inaugurata ufficialmente il 9 ottobre 1928 con l’apertura del Parador de Gredos, nella Sierra de Gredos, località scelta personalmente dal re Alfonso XIII di Spagna per promuovere il turismo naturalistico.
Da allora la missione dei Paradores si è evoluta: recuperare monumenti storici in disuso e trasformarli in hotel di qualità, finanziando la loro conservazione attraverso l’attività alberghiera.
Un sistema che funziona
Oggi il progetto rappresenta anche un successo economico. Nel 2024 Paradores ha registrato un fatturato operativo lordo di 346,8 milioni di euro, con un profitto netto vicino ai 40 milioni e un tasso medio di occupazione del 73,5%. Numeri che testimoniano la solidità di un modello turistico basato su identità culturale e valorizzazione del territorio.
La rete impiega oltre 4.500 dipendenti e promuove politiche di sostenibilità sociale attraverso programmi di formazione e un piano di uguaglianza che incoraggia la leadership femminile e l’inclusione professionale.
Il piano verso il centenario
Il 2028 segnerà il centenario della rete. In vista di questa ricorrenza Paradores ha avviato un piano strategico 2023-2026 che prevede oltre 250 milioni di euro di investimenti destinati alla modernizzazione delle strutture, al miglioramento dell’accessibilità e all’innovazione tecnologica. L’obiettivo è rafforzare l’esperienza degli ospiti mantenendo la vocazione originaria del progetto: coniugare patrimonio culturale e turismo sostenibile.
Sostenibilità e qualità certificata
Uno dei pilastri della strategia aziendale è la sostenibilità ambientale. La rete è impegnata nella decarbonizzazione delle attività alberghiere, nell’utilizzo di energia rinnovabile e nella riduzione degli sprechi alimentari, collaborando con organizzazioni dedicate alla tutela ambientale. Paradores possiede inoltre importanti certificazioni di qualità e gestione ambientale, tra cui ISO 14001, ISO 9001 e ISO 22483, e mantiene un elevato indice di soddisfazione dei clienti: 88,14% secondo gli standard GRI.
Tecnologia e servizi digitali
L’innovazione tecnologica è diventata parte integrante dell’esperienza. Gli ospiti possono accedere a servizi digitali come PressReader, piattaforma che offre giornali e riviste internazionali, oppure ZAFIRO Cast, sistema che consente di condividere contenuti multimediali sul televisore della camera. A questi si aggiunge un concierge virtuale che facilita prenotazioni, informazioni turistiche e servizi personalizzati.

Hotel che sono anche musei
Un elemento meno noto ma affascinante della rete è la sua dimensione artistica. Paradores custodisce oltre 10.000 opere d’arte spagnole, tra dipinti, sculture e arredi storici distribuiti nei vari hotel. Una collezione diffusa che trasforma ogni struttura in una sorta di museo abitato.
Gastronomia come identità
Accanto alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico,Paradores de Turismo de Españacontinua a investire nella promozione della tradizione gastronomica locale. La ristorazione rappresenta uno dei punti di forza della rete. I ristoranti dei Paradores sono ambasciatori della cucina regionale spagnola: ricette tradizionali reinterpretate con prodotti locali e stagionali.
Un esempio significativo è “La settimana dei legumi di qualità distintiva nei Paradores”, iniziativa organizzata dal 27 febbraio all’8 marzo in 29 strutture della rete, realizzata in collaborazione con i consorzi di tutela di 10 prodotti certificati DOP e IGP.

L’obiettivo di riportare al centro della tavola uno dei pilastri storici dell’alimentazione mediterranea: i legumi. Lenticchie, ceci, fagioli, fave e piselli sono stati per secoli la base della dieta quotidiana nella penisola iberica e rappresentano ancora oggi un elemento fondamentale della Dieta Mediterranea, riconosciuta per i suoi benefici nutrizionali e per il suo valore culturale.
Durante la settimana tematica gli chef dei Paradores hanno proposto menu speciali che dimostrano la sorprendente versatilità di questi ingredienti, superando il loro impiego tradizionale nei classici stufati. Nei ristoranti della rete i legumi diventano protagonisti di antipasti, piatti principali e perfino dessert, reinterpretati con tecniche contemporanee ma nel rispetto delle identità territoriali.
La campagna coinvolge alcune delle principali denominazioni di qualità spagnole, tra cui i Fagioli Anguiano DOP, i Fagioli Santa Pau DOP, i Fagioli La Bañeza-León IGP, i Fagioli Asturiani IGP, i Fagioli Barco de Ávila IGP, i Fagioli Lourenzá IGP, le Lenticchie di Armuña IGP, le Lenticchie Tierra de Campos IGP, i Ceci Escena IGP e i Ceci Fuentesaúco IGP.
Oltre a valorizzare prodotti agricoli autoctoni con una forte identità territoriale, l’iniziativa mira anche a destagionalizzare il consumo dei legumi, oggi in calo nonostante il loro alto valore nutrizionale e il contributo che offrono a un’agricoltura più sostenibile. Ancora una volta, la filosofia dei Paradores dimostra come l’ospitalità possa diventare uno strumento di tutela e promozione del patrimonio gastronomico, trasformando la cucina regionale in una componente essenziale dell’esperienza di viaggio.
Gastronomia e memoria televisiva
Nel Parador de Alcalá de Henares, lo storico ristorante Hostería del Estudiante dal 12 febbraio fino al 12 aprile, propone il progetto gastronomico “La tavola dell’Alcántara. Aromi e ricordi degli anni ’60 e ’70”, un omaggio culinario alla celebre serie televisiva Cuéntame cómo pasó, presentato a FITUR SCREEN 2026. L’iniziativa si inserisce nel nuovo itinerario turistico ideato dal Comune di Alcalá de Henares per celebrare il 25° anniversario della prima puntata della storica produzione di RTVE, girata in gran parte nella città patrimonio UNESCO.

Il menu rievoca la cucina domestica spagnola degli anni ’60 e ’70 con piatti iconici come crocchette di cocido, soldaditos de Pavía, patatas a la importancia, peperoni ripieni, scaloppine alla madrilena e nasello in salsa, seguiti da dessert classici come budino di riso, crema pasticcera, latte fritto o flan al caramello. Serviti nelle iconiche stoviglie Duralex, questi piatti ricreano l’atmosfera conviviale delle tavole familiari di quegli anni, trasformando la gastronomia in un viaggio nella memoria collettiva.
Nuove aperture e recupero del patrimonio
La rete continua ad espandersi con nuovi progetti di recupero architettonico. Tra questi spicca il futuro Parador de Veruela, attualmente in fase di sviluppo.
Particolare attenzione ha suscitato anche l’apertura del Parador de Ibiza, inaugurato il 23 febbraio scorso all’interno del complesso storico del Castello e dell’Almudaina di Dalt Vila. Il progetto, frutto di un investimento di circa 47 milioni di euro, ha restituito alla città un importante spazio monumentale chiuso al pubblico dagli anni Ottanta.

Prima dell’arrivo dei primi ospiti, previsto il 10 marzo, la struttura ha organizzato due giornate di porte aperte per i residenti dell’isola, offrendo visite guidate per mostrare i risultati del lungo processo di restauro.
Il viaggio come esperienza culturale
La filosofia dei Paradores resta quella originaria: trasformare l’alloggio in destinazione. Dormire in una fortezza medievale, in un monastero del XVI secolo o in un palazzo rinascimentale significa entrare in un racconto che unisce architettura, paesaggio e memoria. In un panorama turistico sempre più standardizzato, la rete spagnola continua a dimostrare che la valorizzazione del patrimonio può diventare anche un modello economico sostenibile.
E ieri sera, mentre dalle splendide terrazze dell’aristocratico Palazzo Belvedere lo sguardo scivolava sulle luci del golfo di Napoli, il senso della serata è stato chiaro: a volte il luogo in cui si dorme non è soltanto parte del viaggio. È il viaggio stesso.














