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IL SANNAZARO RINASCE DALLE CENERI: LO STATO PRONTO A SALVARE LA STORICA “BOMBONIERA” DEL TEATRO NAPOLETANO

Il Ministero della Cultura pronto ad acquisire il Teatro Sannazaro: al tavolo in Prefettura con istituzioni locali definita una strategia condivisa per garantire continuità alle attività teatrali e tutelare la comunità culturale del Sannazaro.

a cura di Redazione

Si è tenuto oggi alla Prefettura di Napoli un incontro tra il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli; il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, il Presidente della Regione Campania; Roberto Fico e il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Al centro del confronto gli aggiornamenti e le decisioni operative per il teatro Sannazaro di Napoli.

Più che un teatro, un termometro della vita culturale di Napoli. Il Teatro Sannazaro – la celebre “bomboniera di via Chiaia” – attraversa da oltre centocinquant’anni la storia della città tra splendori artistici, crisi e rinascite. Oggi, dopo il devastante incendio del febbraio 2026, si prepara a un nuovo capitolo: l’acquisto da parte del Ministero della Cultura, annunciato nelle ultime ore, con l’obiettivo dichiarato di restituire alla scena napoletana uno dei suoi palcoscenici più identitari.

“Il Ministero della Cultura acquisterà il teatro e metterà a disposizione dei gestori uno spazio che potrebbe essere anche all’interno di Palazzo Reale, affinché le attività teatrali proseguano. Sarà un’operazione corale con tutte le persone che hanno a cuore il progetto Sannazaro che sono riassumibili nella parola Stato. Con il Prefetto, il Sindaco e il Presidente della Regione garantiremo continuità alla grande famiglia del Sannazaro, che va dalla proprietà, ai gestori e, soprattutto, alla comunità che continuerà a vivere”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

LA STORIA DELLE ORIGINI

Inaugurato il 26 dicembre 1874, il teatro nacque su iniziativa del duca di Marigliano Giulio Mastrilli, che finanziò la costruzione sull’area dell’antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla chiesa di Sant’Orsola, nel cuore di via Chiaia. Il progetto fu affidato all’architetto Fausto Niccolini e realizzato da Antonio e Pasquale Francesconi. La prima rappresentazione, la commedia La petite marquise del francese Henri Meilhac, sancì subito il carattere elegante e cosmopolita della nuova sala.

Il Sannazaro si presentava come un piccolo gioiello architettonico: decorazioni bianche e dorate, affreschi sul soffitto e una sala raccolta con quattro ordini di palchi. Un luogo pensato per l’aristocrazia cittadina ma destinato, nel tempo, a diventare uno dei laboratori più vivaci della tradizione teatrale napoletana. Non a caso, già nel 1888 il teatro fu il primo a Napoli a essere illuminato con luce elettrica, segno di una modernità che allora guardava all’Europa.

LA FIORENTE ATTIVITA’ TEATRALE

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il palcoscenico del Sannazaro ospitò alcuni dei più grandi nomi del teatro italiano e internazionale: Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Emma Gramatica, Ernesto Rossi, Ermete Zacconi e Ruggero Ruggeri. Ma fu soprattutto la scena napoletana a trovare qui una delle sue case naturali.

Nel 1889 Eduardo Scarpetta vi portò in scena ’Na santarella, che superò le cento repliche, mentre nel 1908 scelse proprio il Sannazaro per il suo addio alle scene con ’O miedeco d’e pazze. Qualche decennio dopo, nel 1932, arrivò la compagnia del Teatro Umoristico “I De Filippo”: Eduardo, Peppino e Titina portarono qui spettacoli destinati a diventare classici, da Ditegli sempre di sì a Natale in casa Cupiello. Fu proprio in queste stanze che avvenne il celebre incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, episodio che segnerà una delle relazioni più fertili del teatro italiano del Novecento.

IL DECLINO

Eppure la storia del Sannazaro non è stata solo gloria artistica. Nel dopoguerra, come molte sale teatrali italiane, anche questo spazio subì il declino del sistema teatrale tradizionale. Il teatro venne trasformato in cinema e conobbe anni di progressivo degrado, simbolo di una città che faticava a proteggere i propri luoghi culturali.

LA RINASCITA ARTISTICA

La rinascita arrivò negli anni Sessanta grazie all’intuizione di Nino Veglia e Luisa Conte, che decisero di rilevare e restaurare la struttura. Il teatro riaprì nel 1971 con Annella di Portacapuana, segnando il ritorno del Sannazaro alla sua vocazione originaria. Da allora la famiglia Veglia-Sansone ha custodito il palcoscenico con la compagnia Stabile Napoletana “Luisa Conte”, riportando in auge anche generi dimenticati come il café chantant e mantenendo vivo un repertorio profondamente legato alla tradizione partenopea.

Nel 2018 il Sannazaro è stato riconosciuto dal Ministero della Cultura come centro di produzione teatrale, conferma del ruolo ancora centrale della sala di via Chiaia. Ma il 17 febbraio 2026 un incendio ha compromesso gravemente la struttura, fermando bruscamente la stagione. L’ultimo spettacolo prima del rogo, Café chantant my word di Lara Sansone, è diventato simbolicamente il sipario calato su un’epoca.

L’ACQUISIZIONE PUBBLICA

L’annunciata acquisizione pubblica rappresenta dunque molto più di un’operazione immobiliare. È, nelle intenzioni, un tentativo di salvare un pezzo di memoria teatrale italiana. Proprio da quella ferita prende ora forma il progetto di rinascita: l’acquisizione del Teatro Sannazaro da parte del Ministero della Cultura punta a restituire alla città uno dei suoi luoghi simbolo, custodendo una tradizione teatrale che da oltre 150 anni racconta l’anima di Napoli.

“È stato un incontro costruttivo e proficuo. Siamo al lavoro con determinazione per la rinascita del Teatro Sannazaro. Accogliamo con grande favore la decisione del Ministero della Cultura di procedere all’acquisizione del teatro, una scelta che permetterà così alle Istituzioni di poter mettere in campo tutte le azioni necessarie per far splendere nuovamente un luogo che è parte della storia di Napoli, della sua cultura e della sua arte, un patrimonio che appartiene a tutta l’Italia. La Regione Campania ha iniziato a stanziare nel bilancio 2026 un milione di euro, un primo passo in questo percorso di rinascita, per il quale l’impegno sarà massimo”, ha dichiarato il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

“Sono molto soddisfatto dell’intesa raggiunta sul futuro del Teatro Sannazaro. Avevamo promesso alla famiglia Sansone che le Istituzioni avrebbero lavorato in tempi brevi per garantire un sostegno pubblico al fine di poter riprendere le attività prima possibile e per poi ricostruire il Sannazaro. Questo passo in avanti conferma la piena collaborazione istituzionale per preservare un bene culturale fondamentale per Napoli e per tutta l’Italia”, così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

“Esprimo soddisfazione per l’esito dell’incontro al quale ha partecipato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Nel corso della riunione il Ministro ha dichiarato la disponibilità ad avviare, come primo passo concreto per la rapida realizzazione del Teatro Sannazaro, la possibilità di un’acquisizione da parte del Ministero della Cultura. Si tratta di un segnale importante di attenzione verso un progetto culturale atteso dal territorio e capace di restituire valore e funzione a un luogo significativo per la comunità”, ha sottolineato il Prefetto, Michele di Bari.

Presenti al tavolo anche il Capo Dipartimento della Tutela del Patrimonio Culturale del MiC, Luigi La Rocca; l’Assessore regionale alla Cultura, Ninni Cutaia; i proprietari e i gestori del teatro napoletano.

(In copertina, ingresso, Teatro Sannazzaro, via Chiaia, Napoli@Armando Mancini)

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